Il 28 luglio 1980 la Freccia del Sud vinse i 200 metri sulla pista dello stadio Lenin. Con Emanuela Audisio abbiamo tracciato un profilo umano e sportivo di uno dei più grandi atleti italiani di sempre.
I Giochi di Mosca sono stati quelli del boicottaggio: quindici nazioni (compresi gli Stati Uniti) rinunciarono alla manifestazione per protestare contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan.
Pietro Mennea era in teoria l'uomo da battere sui 200 metri: l'allora 28enne barlettano era infatti primatista mondiale in carica, ed era arrivato alle Olimpiadi da favorito.
In evidenza:
- 40 anni fa, il 28 luglio 1980, Pietro Mennea conquistava la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca
- L'anno precedente, lo sprinter barlettano aveva stabilito il record del mondo sui 200 metri, uno storico 19'72 che ha resistito per 17 anni
- Con Emanuela Audisio abbiamo tracciato un ritratto sportivo e umano della Freccia del Sud, uno dei più grandi sportivi italiani di tutti i tempi
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Il suo motto: "la fatica non sarà mai sprecata. Soffri, ma sogni"
Eppure a quel 28 luglio 1980 il velocista pugliese arrivò spento, dopo un deludente quarto posto sui 100 metri, e arrabbiato perché gli era stata assegnata l'ottava corsia. Per di più partì male e in curva era lontano dal podio.
Solo grazie ad un'incredibile rimonta sul britannico Allan Wells, preceduto poi di appena 2 centesimi, Pietro Mennea mise le mani sull'oro olimpico.

Mennea è stato a lungo il recordman della specialità, grazie all'incredibile 19'72 stabilito nel 1979 a Città del Messico e che ne fece l'uomo più veloce del mondo.
Il primato resistette infatti per 17 anni, fino alle Olimpiadi di Atlanta del '96, quando fu ritoccato da Michael Johnson. Ma costituisce ancora, a 39 anni di distanza, il miglior tempo europeo.
"Nell'atletica italiana non ci sarà mai un altro Mennea"
Emanuela Audisio, editorialista del quotidiano La Repubblica, ha dedicato alla Freccia del Sud un bellissimo documentario dal titolo Mennea segreto, nel quale racconta molti risvolti della vicenda umana e personale dell'atleta.
"In gioventù fu spinto dalla fame" ci ha raccontato Emanuela, alla quale abbiamo chiesto di tracciare per noi un profilo di Pietro Mennea, scomparso a Roma il 21 marzo del 2013.
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