Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, ha compiuto una visita storica a Pechino, la prima di così alto livello da quando l'amministrazione Biden si è insediata.
"L'incontro era inizialmente previsto per febbraio, ma è stato rinviato a causa delle tensioni causate dalla vicenda del pallone spia cinese sui cieli nordamericani", afferma il giornalista Giampiero Gramaglia.
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"La visita di Blinken è stata di grande significato e importanza, non solo per il fatto che era attesa da tempo, ma anche perché ha affrontato una serie di questioni cruciali", continua Gramaglia.
Uno dei principali problemi riguarda le questioni commerciali tra i due Paesi, insieme alle preoccupazioni sulla sicurezza legate alla vendita e al trasferimento di tecnologie avanzate.
"Le tensioni si sono anche estese al ruolo della Cina nel conflitto tra Russia e Ucraina, con la Cina che ha proposto un'iniziativa di pace non accolta né da Kiev né dall'Occidente. Inoltre, vi sono tensioni legate all'aggressività cinese nei confronti di Taiwan, che la considera parte integrante del suo territorio nazionale".
Nonostante l'importanza della visita e la serie di questioni affrontate, non sono emersi risultati concreti. Tuttavia, l'incontro stesso rappresenta un passo avanti nella comunicazione e nel dialogo tra i due Paesi.
La visita di Blinken sottolinea infatti l'impegno degli Stati Uniti nel cercare soluzioni pacifiche e nella gestione delle tensioni con la Cina.
"La situazione rimane complessa e i problemi tra Stati Uniti e Cina non possono essere risolti in un solo incontro. Tuttavia, l'importanza di questa visita risiede nel fatto che rappresenta un'opportunità per entrambi i Paesi di comprendere meglio le rispettive posizioni e cercare di trovare un terreno comune per affrontare le sfide globali", conclude Giampiero Gramaglia.
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