Dopo settimane di pressioni interne al Labour a causa del calo dei consensi, Keir Starmer annuncia le dimissioni da leader del partito e primo ministro britannico. Si spiana ora la strada per il candidato laburista Andy Burnham.
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Il 22 giugno, Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader del Partito Laburista e primo ministro britannico, a soli due anni dal suo trionfo elettorale.
Un annuncio atteso, visto che "il Partito Laburista già non era molto popolare e Starmer era, secondo i sondaggi, il premier più impopolare della storia britannica", spiega la giornalista Nicol Degli Innocenti da Londra.
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Dopo settimane in cui la linea di Downing Street è sempre stata quella di negare l'opzione delle dimissioni, il ritorno in Parlamento del laburista Andy Burnham, ora favorito per la guida del partito e del governo, ha accelerato la crisi che ha portato alle dimissioni di Starmer.
Il modello adottato da Burnham, al momento candidato unico alla guida del Paese, quando era sindaco di Manchester, "ha avuto un successo reale e la sua proposta adesso è di usare la stessa strategia a livello nazionale", spiega Degli Innocenti.
Starmer è il sesto primo ministro britannico degli ultimi dieci anni e, secondo Degli Innocenti, la crisi politica britannica è direttamente legata alla Brexit.
"Si è votato per la Brexit ma nessuno sapeva cosa significasse concretamente. È stato quindi un percorso che ha portato instabilità politica ed economica in un contesto geopolitico non favorevole per nessuno", spiega.
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