Centinaia di migliaia di persone potrebbero perdere l’accesso all’NDIS con la riforma approvata in Senato grazie al sostegno della Coalizione. Le associazioni delle persone con disabilità contestano le modifiche, mentre alcuni aspetti chiave del nuovo sistema devono ancora essere definiti.
Scopri altri nostri podcast cliccando qui.
Il Parlamento australiano ha approvato una delle riforme più significative dell’NDIS degli ultimi anni. Il provvedimento del governo Albanese, passato grazie a un accordo con la Coalizione e modificato con 63 emendamenti, punta a contenere la crescita della spesa e a rafforzare i controlli contro le frodi.
Tra i cambiamenti principali c’è l’introduzione, dal 2028, di nuovi criteri di accesso basati sulla capacità funzionale anziché principalmente sulla diagnosi. Secondo le stime, centinaia di migliaia di persone potrebbero uscire dal sistema o non potervi più accedere, mentre la riforma dovrebbe produrre risparmi per circa 37,8 miliardi di dollari in quattro anni.
Clicca il tasto "play" in alto a sinistra per ascoltare il servizio
Il ministro della Salute Mark Butler ha difeso la riforma, sostenendo che il piano "rimette l’NDIS sulla giusta strada" e ne garantirà la sostenibilità per i prossimi decenni. Il National Disability Insurance Scheme "ha trasformato concretamente la vita di centinaia di migliaia di persone e voglio che continui a farlo per molti decenni a venire", ha dichiarato il ministro.
Di segno opposto la reazione delle associazioni. Megan Spindler-Smith, CEO ad interim di People With Disability Australia, ha affermato che "molte vite saranno rese più piccole" dalla riforma, che dimezzerà i sostegni destinati alla partecipazione sociale e comunitaria.
Gran parte dell’attuazione deve ancora essere definita, compreso il nuovo strumento per valutare la capacità funzionale e i servizi alternativi che Stati e Territori dovranno garantire alle persone che non avranno più accesso all’NDIS.
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.





