Nella nuova legge non cambiano i numeri dei parlamentari eletti all'estero, ma cambia il modo in cui vengono votati: il rischio, secondo il senatore Francesco Giacobbe, è che le comunità minori, come quella italoaustraliana, diventino irrilevanti.
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La nuova legge elettorale italiana è stata approvata lo scorso 16 luglio dalla Camera con un ampio margine: 217 voti a favore, 152 contrari e due astenuti.
Una delle modifiche più significative è il ritorno ad un sistema proporzionale, con un premio di maggioranza che scatta soltanto se una coalizione riesce ad attrarre almeno il 42% dei voti. Se questo non avviene, saranno accordi successivi al voto a determinare la maggioranza parlamentare che esprime il governo.
Un altro cambiamento, che riguarda in particolare gli italiani iscritti all'AIRE, prevede una riduzione nel numero delle ripartizioni geografiche della Circoscrizione Estero.
Oggi sono quattro, sia per la Camera che per il Senato e quella che include l'Australia comprende Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Se la legge entrerà definitivamente in vigore, invece, alla Camera gli italiani in Australia voteranno assieme a tutti i Paesi non europei e al Senato in una maxi-circoscrizione che comprende tutto il mondo al di fuori dell’Italia.
Ascolta l'intervista al senatore Francesco Giacobbe cliccando il tasto 'play' in alto a sinistra
Secondo il senatore Francesco Giacobbe, eletto nella ripartizione che comprende l'Australia, la riforma costituisce "un grave passo indietro per la rappresentanza degli italiani nel mondo".
"Questa riforma praticamente eliminerà di fatto nella sostanza, i rappresentanti parlamentari del Nord America e del resto del mondo", spiega Giacobbe, sottolineando che la maggior parte degli italiani all'estero si trova in Europa e nell'America meridionale.
C'è il rischio, se questa riforma passa, di una rappresentanza assolutamente sbilanciata.Senatore Francesco Giacobbe
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