Secondo il News Food Corp Network’s Trend Forecast (pubblicato il 12 ottobre), l'abitudine di mangiare a casa è salita del 38% tra i consumatori australiani: un dato che dimostra chiaramente l’impatto dell'aumento dei prezzi sulle abitudini nel Paese.
“Abbiamo aperto a novembre 2019, abbiamo attraversato ‘bushfires’, pandemia e ora rincari e carenza di staff quindi non è stato facile ma siamo stati comunque piuttosto fortunati”, ha raccontato Federico Tiberi, socio fondatore di Pulcinella, ai microfoni di SBS Italian.
Il locale, nel quartiere di Brunswick a Melbourne, offre prodotti di pasticceria napoletana.
“I rincari sia sui prodotti italiani sia australiani vanno dal 10 al 50% anche su proddoti di base come latte e farina, quindi abbiamo dovuto alzare del 10% il prezzo dei nostri prodotti”.
Tiberi ha notato che nell’ultimo anno il calo dei clienti è stato significativo.
Oltre all’aumento delle spese delle materie prime, la carenza di personale ha influito sui salari determinando un aumento difficile da gestire per locali medio piccoli.
“Il rincaro del latte ha superato il 30%, a cui vanno aggiunti gli aumenti nei costi dei trasporti, della manodopera e delle utenze che vanno a gravare sul cliente finale”, ha confermato Giorgio Linguanti Managing, Director del caseificio That's Amore Cheese, “Il cliente sta pagando le spese delle poliche globali”.
“La guerra ha causato in Europa rincari mai visti e quindi anche la domanda in Australia è aumentata; di conseguenza il mercato qui ne ha subito le conseguenze”.
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