Le autorità del Western Australia hanno annunciato il ritrovamento della capsula radioattiva che era stata smarrita in Western Australia.
Questa capsula, che fa parte di un meccanismo per misurare la densità del minerale di ferro, misura solo 8 millimetri per 6, ed è più piccola di una moneta da dieci centesimi.
Nonostante le dimensioni ridotte, la capsula contiene abbastanza Cesio-137 da far star molto male o addirittura uccidere un essere umano, nonché contaminare l'ambiente circostante.
Questa capsula è stata persa da un camion che viaggiava qualche settimana fa per le strade remote del WA, dopo aver lasciato la miniera Gudai-Darri nei pressi della cittadina di Newman, nella zona di Kimberly, a ben 1.400 km a nord di Perth.
Mercoledì scorso il ministro per i servizi di emergenza del Western Australia Stephen Dawson ha espresso tutto il suo sollievo per l'avvenuto ritrovamento, a cui ha fatto eco l'amministratore delegato della Rio Tinto, Simon Trott.
Darren Klemm, il commissario del dipartimento per gli incendi e le emergenze del WA, ha anche annunciato che il territorio circostante alla zona in cui la capsula è stata ritrovata verrà analizzato quanto prima.
Questo perché secondo le autorità le persone devono restare almeno a 5 metri dalla capsula, che emette raggi beta e gamma con livello di radiazioni equivalente a quello che colpisce una persona che si sottoponga a 10 radiografie ogni ora.
A questo punto, c'è da capire come questa pericolosissima capsula sia stata smarrita, e chi pagherà per le spese sostenute per il ritrovamento. La Rio Tinto si è resa disponibile a farsene carico.
Secondo il Radiation Safety Regulations Act - entrato in vigore nel 1975 - la massima sanzione prevista per chi non immagazzini e trasporti materiale radioattivo in modo appropriato è di 1000 AUD. Anche il primo ministro Anthony Albanese ha definito la somma "ridicola".
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