ROBODEBT
- L'Australian Tax Office ha tradizionalmente utilizzato sistemi di controllo incrociato di dati per garantire che gli australiani paghino il corretto importo di tasse e ricevano quanto loro dovuto in termini di sussidi, rilevando circa 300.000 discrepanze all'anno
- Services Australia aveva le risorse per indagarne soltanto 20.000, quelle considerati a maggior rischio, tralasciando quindi la stragrande maggioranza dei possibili abusi
- Nel 2011, con l'allora governo Gillard, si ipotizzò la creazione di un sistema automatizzato di controllo, che sarebbe poi arrivato ad inviare 20.000 notifiche di pagamento la settimana, invece che 20.000 l'anno.
L'ex primo ministro Scott Morrison è comparso ieri davanti alla commissione reale che sta indagando il cosiddetto schema Robodebt, e ha difeso il suo ruolo nella controversa politica che ha visto centinaia di migliaia di australiani vedersi recapitare richieste di pagamenti per somme anche ingenti.
L'udienza è durata per circa quattro ore, con momenti anche molto tesi. Morrison ha difeso il suo ruolo, dichiarando alla commissione che aveva il dovere di frenare le frodi del welfare.
L'ex primo ministro ha negato di aver ricevuto indicazioni sulla necessità che lo schema fosse approvato dal parlamento.
Sono state centinaia di migliaia gli australiani e le australiane a cui è stato chiesto di pagare debiti insoluti che non avrebbero mai dovuto pagare, fino a quando un'azione legale collettiva ha portato il Commonwealth a pagare 1,8 miliardi di dollari tra risarcimenti e debiti cancellati.
Le udienze della Commissione Reale che sta investigando lo schema Robodebt proseguiranno fino a venerdì 16 dicembre.
Se siete stati interessati in qualche modo dallo schema potete segnalare la vostra esperienza sul sito della Commissione Reale di inchiesta fino al 3 febbraio prossimo.
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