Riprendono gli scontri tra Russia e Ucraina dopo un breve cessate il fuoco, mentre il Cremlino apre a un possibile coinvolgimento dell’Unione Europea nelle trattative di pace.
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I cessate il fuoco della scorsa settimana tra Russia e Ucraina hanno avuto vita breve: Mosca e Kiev si sono accusate reciprocamente di averli violati e, lo scorso mercoledì, la Russia ha attaccato l’Ucraina con un’offensiva di oltre 800 droni in raid coordinati.
"Purtroppo si è fatto un passo indietro, ma la cosa fondamentale è stata che, per qualche giorno, non ci si è sparati addosso: un passo importante, perché negli ultimi quattro anni praticamente le armi non si erano mai fermate", spiega il giornalista Giuseppe D’Amato.
Altro lieve segnale di speranza è il fatto che "dopo quattro anni Unione Europea e Russia stanno ricominciando a parlarsi. Ci sono timidi tentativi di dialogo", prosegue D’Amato.
In tal senso, il presidente russo Vladimir Putin ha proposto come mediatore l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder.
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"Bruxelles ha già risposto che assolutamente non se ne parla e che sarà l’Unione Europea a scegliere il proprio mediatore", spiega D’Amato.
Mosca dovrà trattare anche perché l’economia russa è in difficoltà e oltre 200 miliardi di dollari delle riserve valutarie russe restano congelati nell’Unione Europea dall’inizio della guerra in Ucraina.
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