Arrivato a Melbourne nel 2012 con in tasca un migliaio di dollari, in questi 12 anni Omar El Deek è diventato il co-proprietario di tre ristoranti in Victoria.
Il 37enne di Tarquinia ha raccontato la sua fortunata storia di immigrazione nel libro 'Creating Emotions', nel quale ripercorre la sua storia personale e professionale in Australia, a partire da 'tutto ciò che avrebbe dovuto sapere nel momento in cui ha intrapreso il percorso nel mondo della ristorazione'.
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"Se certe cose le avessi sapute 12 anni fa avrei risparmiato un bel po' di soldi", scherza Omar ai microfoni di SBS Italian.
Assieme ai suoi compagni di avventura - il fratelli Giacomo e Donatello Pietrantuono - ha fondato ElPiet Group Hospitality, che è diventata la prima azienda interamente composta da immigrati italiani ad aprire più di un ristorante in Victoria.
Se certe cose le avessi sapute anni fa, avrei risparmiato un bel po' di soldiOmar El Deek
"Creating Emotion era il nostro motto quando abbiamo aperto il primo ristorante. Una specie di codice, una frase per far capire al nostro staff cosa volevamo dare ai nostri clienti", spiega Omar.
"Quando nel locale c'è un momento di panico, è importante che chi lavora abbia un punto di riferimento e sappia cosa fare, senza bisogno che si attivino dinamiche di micromanagement".
Dopo aver studiato marketing e accounting negli USA e dopo aver imparato il concetto di 'branding', Omar El Deek ha acquisito un'esperienza che ha deciso di condividere attraverso questo libro.
"Tra i tanti traguardi raggiunti, questo rappresenta forse il più inatteso. È stata la cosa più difficile che abbia mai fatto, mi ci è voluto un anno. Volevo diventare una fonte di ispirazione", ammette Omar.
Sono fondamentali lo studio e lo sviluppo personale, la felicità corrisponde al progressoOmar El Deek
"Così come nella vita i pilastri sono l'essere capiti, amati e felici, esemplificando il concetto possiamo dire che i fondamentali del business della ristorazione sono prodotto, persone e posti. Quando hai capito che i capisaldi del successo sono semplici, puoi permetterti di andare in più in profondità e complicare le cose", sottolinea il 37enne di Tarquinia.
"Invito sempre a studiare i numeri prima delle ricette e a curare l'esperienza, la sala, la musica e tutto il resto prima del piatto. Perché il cliente ti perdona un pasto non perfetto ma non torna in un posto nel quale non ha vissuto un'esperienza piacevole. Anche se ha mangiato bene".

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