I capi di governo di Francia e Regno Unito hanno annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina.
A differenza della presa di posizione incondizionata annunciata da Emmanuel Macron, Keir Starmer ha però chiarito che il riconoscimento da parte di Londra è condizionato alla fine delle operazioni militari a Gaza e ad altri requisiti, come un cessate il fuoco.
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Secondo Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto, si tratta di “un compromesso interno”, pensato per bilanciare le richieste di una linea più critica verso Israele con la storica alleanza tra Londra e Tel Aviv.
Secondo Giorgio, sia Macron e Starmer - sia i governi di Canada e Malta e gli altri 150 Paesi che in tempi e modi diversi hanno riconosciuto o hanno annunciato che riconosceranno la Palestina - pensano ad uno Stato guidato dall'ANP di Abu Mazen.
I palestinesi a Gaza non hanno tempo per la diplomazia. Cercano solo di arrivare vivi a domaniMichele Giorgio
Sul campo, intanto, la situazione nella Striscia di Gaza resta drammatica. Mancano acqua, elettricità, cure mediche e connessione a internet. La popolazione civile vive ammassata in tende, con temperature superiori ai 35 gradi.
Due centri per i diritti umani israeliani, Medici per i Diritti Umani e B’Tselem, hanno accusato per la prima volta il governo Netanyahu di attuare politiche che stanno creando le condizioni per un genocidio. “I palestinesi a Gaza non hanno tempo per la diplomazia. Cercano solo di arrivare vivi a domani”, conclude Michele Giorgio.
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