Continua incessante l'opera dei soccorritori a quasi due settimane dalle inondazioni che hanno sommerso Valencia e la sua provincia sotto metri di fango.
Il bilancio, ancora provvisorio, parla di 223 vittime, delle quali 215 nella regione di Valencia, sette in Castiglia e una nella provincia di Barcellona.
Clicca il tasto 'play' in alto per ascoltare il resoconto di Claudio Vasquez, giornalista di SBS Spanish

Sette dei corpi recuperati non sono stati ancora identificati, mentre sono più di 30 le persone che risultano ancora disperse.
A peggiorare questa situazione già precaria sono le avverse condizioni meteo, che ieri hanno portato le autorità di Madrid a lanciare l'allarme in nove regioni - dalle Baleari alla Galizia - dove le scuole sono state chiuse.
La stima dei danni materiali è complessa, ma dovrebbe oscillare tra i 4 e i 5 miliardiClaudio Vasquez, SBS Spanish
Della situazione nel Paese abbiamo parlato con Claudio Vasquez, giornalista del programma spagnolo di SBS.
"Il fiume di fango ha distrutto 11 centri commerciali, 34 mercati municipali oltre 31 mila aziende, delle quali 4.500 piccole attività commerciali che operavano al piano terra. Poi 83mila proprietari di vetture hanno chiesto alle assicurazioni delle compensazioni per la perdita delle auto", spiega Claudio.
Le abitazioni danneggiate sono oltre 43mila, gli uffici 600, i negozi almeno 8mila. "La stima dei danni materiali è complessa, ma dovrebbe oscillare tra i 4 e i 5 miliardi di euro", spiega Claudio Vasquez.
Per far fronte all'emergenza, il governo di Madrid ha stanziato oltre 10 miliardi e mezzo di euro, che andranno a far fronte alle necessità di 400mila lavoratori, ma anche a bambini, donne e anziani.
Non mancano i soldi, ma il coordinamento nei soccorsi e nella distribuzione degli aiutiClaudio Vasquez
Ma le critiche che hanno travolto il governatore della regione valenciana, Carlos Mazon, non hanno risparmiato il primo ministro Pedro Sanchez e il suo gabinetto.
"Sono emersi ritardi gravi sia nell'allerta alla popolazione sia nel coordinamento dei soccorsi. Anche Francia, Portogallo e Marocco hanno inviato aiuti, ma è mancato e continua a mancare un'organizzazione necessaria per la distribuzione".

Qual è l'eredità di questa tragedia, sia dal punto di vista delle procedure in caso di emergenza che sul piano della sensibilità degli spagnoli nei confronti degli effetti dei cambiamenti climatici?
"Le nuove procedure sono allo studio, mentre sul piano dell'atteggiamento degli spagnoli, purtroppo - nonostante questo fosse un disastro annunciato - restano le divisioni politiche e ideologiche e le discussioni sulle cause della tragedia".
"Il premier Sanchez alla Cop29 di Baku ha detto che 'Il cambiamento climatico uccide'". Ma il fronte degli scettici resta ampio", conclude Claudio Vasquez.

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