Giunta da poco a Phi Phi Island per trascorrere una vacanza in una splendida località turistica, Elena era uscita per acquistare un po’ di frutta, ignara che un'onda alta trenta metri si stava dirigendo verso l'isoletta tailandese.
“Ho visto la gente scappare inorridita. Mi sono girata e ho visto un’onda gigantesca venire verso di me a una velocità altissima. Mi ci sono buttata dentro - racconta Elena a SBS Italian - ed è stato come ritrovarsi nella centrifuga di una lavatrice assieme a detriti, alberi, case e altre persone".
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Elena Rivautella si salvò aggrappandosi al tetto di una casa e poi, assieme ad altri sopravvissuti, venne soccorsa e tratta in salvo dagli abitanti che vivevano nella parte alta del villaggio.
Dopo due giorni, riuscì a telefonare alla mamma facendole sapere che era ancora viva. I giornali l'avevano data per dispersa e si temeva che fosse morta.
Ma io non sono venuta qui per morire e ho detto un forte NO alla morte.Elena Rivautella, sopravvissuta allo tsunami del 2004.
Avvocato di professione, dopo la traumatica esperienza Elena sentì un forte impulso a dipingere, cosa che non aveva mai fatto prima.
Grazie alla pittura, Elena - che ha abbandonato la professione forense per abbracciare a tempo pieno quella di pittrice - ha superato il trauma dello tsunami vissuto in prima persona il 26 dicembre del 2004.

L’onda inarrestabile, provocata da un terremoto di magnitudo 9.1 a largo dell'isola di Sumatra, devastò le regioni costiere di Indonesia, Sri Lanka, India, Tailandia, Myanmar e Bangladesh giungendo fino alla Somalia e al Kenya.
Un'onda distruttrice che si propagò per oltre 4.500 chilometri dall’epicentro del sisma e che causò circa 230.000 vittime, il 25% delle quali tra i bambini.
Lo tsunami uccise anche 40 cittadini italiani e 26 australiani.
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