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Scott Morrison "censurato" dalla Camera per le sue nomine ministeriali segrete

Former Australian Prime Minister Scott Morrison reacts during a censure motion moved against him by the Leader of the House Tony Burke in the House of Representatives at Parliament House in Canberra, Wednesday, November 30, 2022.

L'ex primo ministro Scott Morrison durante la mozione di censura mossa contro di lui alla Camera nel Parlamento federale. Source: AAP / LUKAS COCH/AAPIMAGE

La "mozione di censura" verso l'ex primo ministro australiano Scott Morrison è stata approvata dal Parlamento federale. Solo una deputata della coalizione l'ha sostenuta.


IN SINTESI
  • Tra il 2020 e il 2021, mentre era primo ministro, Scott Morrison si assegnò cinque portafogli ministeriali.
  • L'assegnazione non fu resa pubblica, una decisione che è stata confermata non essere contraria alla legge.
  • Nonostante questo un rapporto dell'ex giudice della Corte Suprema Virginia Bell dichiara che la segretezza che ha circondato le decisioni rischia di danneggiare il rapporto tra governo ed elettori

Il presidente della Camera, Tony Burke, ha introdotto la mozione di censura contro Scott Morrison.

Burke ha dichiarato in Parlamento che le azioni dell'ex primo ministro potrebbero danneggiare il rapporto di fiducia tra cittadini e governo, facendo eco alle parole contenute nel rapporto stilato dall'ex giudice della Corte Suprema Virginia Bell.

Scott Morrison si è difeso in parlamento, affermando che quelle decisioni erano state prese durante una situazione estremamente difficile per il Paese, alle prese con la pandemia di COVID-19.

Morrison ha descritto i poteri aggiuntivi che si era assegnato come poteri che avrebbe utilizzato solo in casi di estrema necessità.

La mozione di censura è stata approvata dal parlamento con 86 voti contro 50, con l'unico voto da parte liberale che è arrivato da parte della deputata della Tasmania Bridget Archer.

Nonostante la "censura" in Australia non porti a conseguenze immediate, come l'espulsione o l'incriminazione, il primo ministro Anthony Albanese ha ricordato che questo è un avvenimento "raro quanto grave", invitando il suo predecessore a scusarsi con il popolo australiano.

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