IN SINTESI
- Tra il 2020 e il 2021, mentre era primo ministro, Scott Morrison si assegnò cinque portafogli ministeriali.
- L'assegnazione non fu resa pubblica, una decisione che è stata confermata non essere contraria alla legge.
- Nonostante questo un rapporto dell'ex giudice della Corte Suprema Virginia Bell dichiara che la segretezza che ha circondato le decisioni rischia di danneggiare il rapporto tra governo ed elettori
Il presidente della Camera, Tony Burke, ha introdotto la mozione di censura contro Scott Morrison.
Burke ha dichiarato in Parlamento che le azioni dell'ex primo ministro potrebbero danneggiare il rapporto di fiducia tra cittadini e governo, facendo eco alle parole contenute nel rapporto stilato dall'ex giudice della Corte Suprema Virginia Bell.
Scott Morrison si è difeso in parlamento, affermando che quelle decisioni erano state prese durante una situazione estremamente difficile per il Paese, alle prese con la pandemia di COVID-19.
Morrison ha descritto i poteri aggiuntivi che si era assegnato come poteri che avrebbe utilizzato solo in casi di estrema necessità.
La mozione di censura è stata approvata dal parlamento con 86 voti contro 50, con l'unico voto da parte liberale che è arrivato da parte della deputata della Tasmania Bridget Archer.
Nonostante la "censura" in Australia non porti a conseguenze immediate, come l'espulsione o l'incriminazione, il primo ministro Anthony Albanese ha ricordato che questo è un avvenimento "raro quanto grave", invitando il suo predecessore a scusarsi con il popolo australiano.
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