Il ministro degli esteri cinese, Wang Yi, ha visitato l'Australia per la prima volta in sette anni.
La missione diplomatica mira ad un disgelo delle relazioni tra i due Paesi, le cui diplomazie si sono confrontate su molti fronti: da questioni di natura strettamente politica, al futuro delle relazioni commerciali.
Dopo un incontro con la Ministra degli Esteri Penny Wong, e il Primo Ministro Anthony Albanese a Canberra, ieri Wang Yi ha incontrato il Premier del NSW Chris Minns, dopo un incontro controverso con l'ex premier australiano Paul Keating.
"Nella questione dell'incontro con Keating si incrociano questioni di politica interna australiana con politica diplomatica tra Cina e Australia", spiega il giornalista Gabriele Battaglia.
"Wang Yi mi sembra abbia agito di sponda con Keating per la vicenda dell'AUKUS. Keating si è sempre espresso contro l'accordo militare dell'Australia con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti e chiaramente Wang Yi nel dare a lui la precedenza rispetto ad altri interlocutori australiani vuole riconoscergli uno status di amico della Cina", prosegue l'esperto di politica cinese.
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Tutto questo tra l'altro proprio mentre l'Australia ha annunciato un ulteriore finanziamento all'accordo AUKUS di circa 4,5 miliardi di dollari.
Un'altra questione centrale della visita riguarda le relazioni commerciali: dalle tariffe sul vino e sulle carni australiani, ma anche a nuovi potenziali scambi sul energia solare e nuove tecnologie.
"Siamo al punto delle dichiarazioni di intenti, che è comunque qualcosa di nuovo rispetto al deterioramento delle relazioni alle quali si è assistito negli ultimi anni", spiega Battaglia.
Più che puntare su nuovi patti di intesa politica, la missione diplomatica cinese è uscita con una dichiarazione di intenti sul futuro delle relazioni con l'Australia ad esempio rispetto all'abolizione delle tariffe doganali sui vini australiani, che dovrebbero essere abolite a breve.
"Si cerca come si può si uscire con qualcosa di positivo da queste missioni diplomatiche e dal momento che i cinesi hanno capito che non si può ottenere molto cosa si fa? Si ristabiliscono delle relazioni commerciali che funzionino, questo perché nell'ideologia cinese, nelle relazioni diplomatiche, se si fanno gli affari non si fa la guerra".
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