IN SINTESI
- Un terremoto ha colpito Siria e Turchia nelle prime ore del mattino del 6 febbraio 2023
- La scossa più devastante, con una magnitudo vicina ad 8, ha avuto come epicentro la città di Gaziantep nel nord della Turchia
- Una seconda scossa ha raggiunto magnitudo 7.5 e scosse di assestamento di notevole entità continuano a colpire quella zona
Sono oltre 7.000 le vittime accertate del sisma che ha colpito la Turchia e la Siria lunedì 6 febbraio, un bilancio provvisorio e che continua a crescere.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il numero delle vittime potrebbe arrivare a 20.000.
A 48 ore dal sisma ci si affretta a recuperare tra le macerie chi è ancora vivo prima che sia troppo tardi.
"Ogni tanto c'è qualche buona notizia: il salvataggio di bambini, di intere famiglie", racconta ai microfoni di SBS Italian il giornalista di base a Gerusalemme Michele Giorgio.
Questo terremoto è arrivato nel momento più difficile dell'inverno. Proprio in questi giorni c'è stata un'ondata di freddo e di neve. Purtroppo gli sfollati devono fare i conti con temperature vicino allo zero durante la notte.
Il presidente turco Erdogan ha dichiarato ieri che già 45 Paesi si sono offerti a prestare aiuto, invocando lo stato di emergenza nelle 10 regioni della Turchia interessate dal sisma.
La situazione è ancor più complessa in Siria, già devastata da anni di guerra civile, in quanto "colpita da sanzioni durissime da parte degli Stati Uniti e dell'Europa", spiega Michele Giorgio.
"A questo terremoto arriva sguarnita".
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