Sulle rive del fiume Volga, a Kazan, si è svolto il sedicesimo summit del BRICS, l'alleanza tra i Paesi non allineati al sistema occidentale.
Le lettere che lo compongono sono formate dalle iniziali dei Paesi che per primi ne hanno fatto parte. Nato come Bric (Brasile, Russia, India e Cina) c'è poi stata l'aggiunta del Sudafrica nel 2010.
Recentemente l'alleanza si è allargata fino ad includere Egitto, Etiopia, Emirati Arabi Uniti e Iran. In numeri il BRICS rappresenta il 41% della popolazione mondiale e il 37% del PIL globale.
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A Kazan, c'erano non solo i Paesi aderenti, ma anche diversi Paesi ospiti, alcuni dei quali ambirebbero a entrare nel gruppo.
"Per Putin è stato un passaggio a vuoto, e alle belle parole non sono seguiti i fatti e Mosca si ritrova senza soldi stranieri sul tavolo", ha detto il giornalista Giuseppe D'Amato.
D'Amato è tornato sulle truppe nordcoreane al fronte: "Come abbiamo già detto, non si tratta di una novità: Pyongyang ha spesso fornito forza lavoro a Mosca, e adesso fornisce soldati".
Infine D'Amato ha parlato di quanto le sanzioni internazionali stiano facendo male alla Russia: "Fanno malissimo, ancora più male all'indomani del BRICS", ha detto. Putin non sta trovando il modo di aggirare queste sanzioni".
Mosca sperava in investimenti cinesi per assicurarsi il gas siberiano, ma Putin non ha visto il becco d'un quattrinoGiuseppe D'Amato
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