In Australia da poco più di dieci anni, Serena Mangano e Roberto Grillo si sono conosciuti lavorando nella ristorazione, e da qualche tempo sono anche soci in affari.
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Torna la nostra rubrica dedicata alle piccole e medie imprese italoaustraliane, che questa volta si occupa di un settore tipicamente popolare tra italiani e italiane: quello della ristorazione.
Serena Mangano, siculo-romagnola di Rimini, e Roberto Grillo, pugliese di Canosa, ci raccontano come hanno aperto, insieme a due soci australiani, due locali a Melbourne.
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"Lui è l'ex coinquilino del mio ex ragazzo", spiega Serena, "però lui ha conosciuto me e con me ha conosciuto la mia pizza, ed è la pizza che ci ha unito, il cibo". "Assolutamente, sempre, e continua a unirci!", aggiunge Roberto.
Poco prima della pandemia Serena aveva ottenuto la licenza per aprire un food truck, ma i lockdown le hanno messo i bastoni tra le ruote. Fortuna ha voluto che il suo amico Roberto, che allora lavorava all'Arts Centre, l'abbia invitata a portare il suo truck proprio lì davanti.
"Sono stata fortunata perché ho avuto un luogo fisso per un anno e mezzo", sottolinea Serena. Dopo questa esperienza la giovane riminese ha cominciato a sperare di mettersi in società con Roberto.
"Io gli ho fatto una corte spietata", racconta ridendo. "I suoi ex datori di lavoro mi hanno contattato e mi hanno detto 'Sere, è stata una bella esperienza, perché non apriamo un ristorante?', e c'abbiamo messo due, tre anni a trovarne uno".
"Quando l'abbiamo trovato ho detto: 'Tutto bello, ma io in cucina non ci sto'. Mettetemi il forno di fuori come Miss Dough, che era il mio business esterno, e in cucina ci mettiamo Roby perché lui è bravo a fare 'ste robe".
Roberto, che stava trascorrendo un anno sabbatico in Italia, ha accettato.

"L'idea di avere un ristorante mio c'è sempre stata, ce l'ho sempre avuto in testa, e alla fine era il momento giusto secondo me, con le persone giuste, perché comunque con gli altri due siamo stati insieme per 10 anni".
I loro soci sono due fratelli australiani, Adam e Brandon. "Loro stravedono per l'Italia, sono affascinati dalla cultura italiana", raccontano Serena e Roberto.

Il loro primo locale, Vivi Melbourne, è decollato soprattutto grazie al passaparola e alla collocazione ideale. Nel frattempo è nato anche Vivi Southbank al Malthouse Theatre, dove la sfida invece è stata farsi conoscere dal pubblico: "all'inizio non aveva aspettative, venivano 'già mangiati', come diceva la nonna. Ci abbiamo messo un anno per costruire la nostra identità, far vedere che c'eravamo".
Tra le sfide principali del gestire locali i due citano la scarsa disponibilità di personale.
"Il problema più grande è sempre lo stesso qui: è lo staff, perché giustamente una volta che fai un training, la maggior parte sono in working holiday [visto vacanza lavoro] e tanti sono in student. Creare dello staff preparato e poi perderlo magari dopo cinque o sei mesi, perché giustamente devono devono fare farm e roba varia, è un po' difficile, e ovviamente noi abbiamo delle persone in sponsor proprio per questo".

La formula giusta è comunque la squadra di soci, quattro persone con competenze e punti di forza diversi: "nel nostro caso, ad esempio, noi abbiamo certe abilità, ma i nostri soci [australiani] sanno fare tutta la burocrazia", ammette Roberto.
"Esattamente, e hanno delle facce più belle delle nostre e quindi fanno dell'ottimo PR", aggiunge ridendo Serena.
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