L'annuncio dell'imposizione di dazi doganali da parte della Cina all'esportazione dei vini australiani in agosto non era stata presa bene dagli imprenditori del Sud Australia.
"Sembrava più una minaccia che una reale possibilità. Quando sono stati annunciati i dazi, nessuno era pronto per una così brutale chiusura", ha commentato Alessandro Ragazzo, sales manager nell'industria vitivinicola a Adelaide.
Ora che le tariffe doganali fino ad un massimo del 212% sono state confermate da Pechino, l'esportazione di vini australiani ha subito un duro colpo.
Il problema non è la produzione, essendo l'Australia il 5° produttore su scala mondiale, di cui solo il Sud Australia copre il 52% della produzione nazionale, spiega Ragazzo.
Il problema è trovare un altro mercato che ha il valore della Cina
Al momento la Cina rappresenta il 39% dell'export del vino australiano, seguito dal USA e UK che coprono rispettivamente il 15% e il 14%.

Un'annata tra le più difficili
L'annata 2020 è stata, per il South Australia e il New South Wales una delle più scarse. Tra gli incendi dell'estate scorsa, che hanno devastato interi vigneti, e la pandemia di coronavirus che ha rallentato la produzione vinicola, tutti coloro che hanno investito nel settore sono in forte crisi.
Un aspetto positivo in tutto ciò comunque c'è, continua il romano Alessandro Ragazzo.
Diciamo che nella disgrazia di quest'anno, la fortuna è quella di aver avuto una vendemmia piccola, quella del 2020, quindi finirà quasi subito
Gli investimenti per ripartire con la vendemmia 2021 sono però già stati stanziati, e l'insicurezza derivante dalle relazioni diplomatiche con la Cina potrebbe avere una ripercussione sulla gestione di molte aziende, soprattutto quelle che avevano investito principalmente sul mercato cinese.
Queste aziende partono già con delle perdite che potrebbero manifestarsi nel taglio del prossimo budget, taglio del personale e ridimensionamento della produzione
Ascolta l'analisi all'esperto di vini Alessandro Ragazzo:
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
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