Come da pronostici, ha prevalso la continuità e a vincere è stato William Lai, che Pechino ha definito in passato un “piantagrane” e ”separatista”.
William Lai era il vicepresidente della uscente Tsai Ing-wen ed appartiene al suo stesso partito: sembra così che il desiderio sia quello di mantenere sostanzialmente inalterati i rapporti di equilibrio che permettono a Taiwan una certa indipendenza da Pechino.
Ascolta l'analisi del giornalista Gabriele Battaglia cliccando sul tasto 'play' in alto
Le congratulazioni a lui arrivate dal capo della diplomazia statunitense, il segretario di Stato Antony Blinken, hanno irritato la Cina che ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il loro impegno a non mantenere rapporti formali con l’isola stato.
Altri messaggi sono arrivati dal Giappone e da alcuni Paesi europei, comunicazioni che la Cina vede come ingerenze indebite, contrarie alla politica della Cina unica, secondo cui Taiwan non è uno stato né mai lo sarà.
Il giornalista Gabriele Battaglia analizza il voto ai microfoni di SBS Italian, sottolineando come, nonostante la conferma del partito al potere, la maggioranza sia ora molto ridotta rispetto al passato.
Nei prossimi quatto anni non ci potrà essere una politica determinatissima, univoca, sarà una politica di compromesso.Gabriele Battaglia, giornalista
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook, X e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.




