Prosegue la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina e fra le conseguenze di questa battaglia a colpi di barriere commerciali c’è la caduta dello yuan, la valuta cinese, che la banca centrale di Pechino ha dovuto proteggere da speculazioni intervenendo sui mercati.
Il presidente americano Donald Trump ha intanto annunciato anche sanzioni contro l’Iran, che potrebbero avere ulteriori ripercussioni negative sui listini mondiali.
Questa tempesta finanziaria potrà davvero, come qualcuno pronostica, portare a conseguenze devastanti sui mercati e quindi sul commercio e sulle economie internazionali?
Intanto una delle maggiori aziende di consegna di cibo a domicilio, Foodora, sta per abbandonare l’attività in diversi paesi, compresi Italia e Australia, che ci interessano più da vicino, ma anche Francia, Olanda e Nuova Zelanda.
Abbiamo chiesto al docente di finanza della UNSW Canberra, Massimiliano Tani, quali sono le ragioni dell’addio: la concorrenza da parte degli altri operatori del settore? Oppure i timori di multe salate da parte dei governi per il trattamento dei lavoratori – a quanto viene riportato – tutt’altro che adeguato da parte della dirigenza, che, nella gig economy, nessuno sa bene dove e come identificare?





