Dopo oltre un mese di guerra, gli sforzi diplomatici tra Washington e Teheran che l’amministrazione Trump ogni tanto riporta, se esistono, sembrano essere naufragati: il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un ultimatum, citando l’ora ed il giorno in cui, nelle sue parole, si abbatterà l’inferno sull’Iran.
"Tuesday, 8:00 P.M. Eastern Time!" (martedì alle 20.00 ET, quindi mercoledì mattina alle 10 AEST) si legge in un suo post sui social, senza ulteriori specifiche, e per molti questa potrebbe essere la nuova scadenza fissata da Trump prima dell’azione militare minacciata dagli Stati Uniti.
Ai microfoni di SBS Italian, il giornalista Michele Giorgio spiega che da parte iraniana "c'è l'intenzione di mostrarsi determinati, fermi, e di non accettare l'ultimatum di Donald Trump".
Secondo Giorgio, il timore è forte sul fatto che "assisteremo ad una nuova escalation tra non molte ore".
L'effetto di questa decapitazione del regime di Teheran potrebbe aver messo al potere in questo momento le fazioni, gli esponenti più radicali della Guardia rivoluzionaria.Michele Giorgio, corrispondente del Manifesto per il Medio oriente
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