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Tetto ai prezzi del gas, come funziona e chi ha effettivamente "il coltello dalla parte del manico"?

ENERGY CRISIS STOCK

A kitchen gas stove burner at a residential property in Melbourne, Thursday, June 16, 2022. Source: AAP / JOEL CARRETT/AAPIMAGE

Il governo sta subendo forti critiche dal settore energetico dopo l’introduzione del tetto ai prezzi del gas alcune settimane fa. Abbiamo chiesto al professore di Finanza all'Università del NSW di Canberra Massimiliano Tani di spiegarci come funziona questo tetto e il perché di questa crisi.


Key Points
  • Ieri l'Australian Energy Market Commission ha emesso nuove linee guida per i produttori di gas sulla costa orientale
  • I produttori di gas possono essere puniti con pesanti multe se violano i massimali di prezzo
  • Secondo il CEO della Energy Users Association Andrew Richards, le aziende che distribuiscono il gas si stanno ancora comportando come "bulli"

L’introduzione di un tetto ai prezzi del gas da parte del governo intende porre rimedio ai rincari fuori controllo che vanno a pesare sulle bollette, ma, secondo l’industria del gas, questo di fatto paralizza il settore.

Un esempio è AGL — una delle maggiori aziende a gestire la fornitura di gas e dell’elettricità — che ha annunciato di non poter più accettare nuovi clienti, residenziali o commerciali, per problemi di scorte.

"L’Australia produce un sacco di gas. Ne esporta tantissimo", ha spiegato il professor Tani.

"Il WA ha detto: 'Esportate pure il gas ma il 15% di quello che esportate me lo lasciate qui', infatti non hanno avuto aumenti sostanziali di prezzo".

"Da questa parte dell’Australia invece abbiamo detto: 'Tutto quello che possiamo esportare lo esportiamo, compreso anche quello che dobbiamo consumare per cui esiste un prezzo di mercato e noi consumatori di gas ci troviamo a competere con tutte le nazioni che questo gas lo vogliono e lo comprano a suon di dollaroni", ha spiegato Tani.

Ed è a questo punto che è intervenuto il governo.

"Il governo lo scorso anno ha detto: 'Per il gas che è di usi domestici, quindi per il gas che proviene dalla parte orientale dall’Australia, quindi dal Queensland fino al Victoria, esiste un prezzo massimo e questo prezzo massimo è praticamente il doppio del prezzo di estrazione", ha spiegato Tani.

È un prezzo più basso rispetto a quello che sono pronti a pagare gli importatori di altri Paesi "perché con la guerra in Ucraina il prezzo del gas è schizzato a cinque volte il costo di produzione, quindi noi mettiamo un tetto a due volte soltanto il costo di produzione", ha aggiunto.

Questo dovrebbe essere abbastanza per soddisfare i produttori di gas e far sì che abbiano un buon ritorno, ha spiegato Tani.

"Ma i produttori di gas dicono: 'No, noi non ce lo possiamo permettere', e cercano di usare la loro pressione come possono per condizionare le azioni del governo — anche se questo tetto del gas è soltanto per 12 mesi".

La situazione si è ulteriormente complicata.

"Il governo ha detto alla nostra istituzione anti-monopolio di funzionamento dei mercati, ovvero la Australian Energy Market Commission (AEMC): "Stai attenta a quello che vogliono far le compagnie del gas perché ci sono dei tentativi per non rinnovare i contratti o creare delle difficoltà di approvvigionamento a chi distribuisce il gas — per cui le aziende da cui noi compriamo il gas" — quindi queste aziende rischiano di non avere approvvigionamento, ha spiegato Tani.

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