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L'ecologia fragile dell'Australia

Camels in Broome, Australia
Camels in Broome, Australia Source: Pixabay

L'introduzione di specie animali e vegetali non autoctone ha cambiato per sempre l'ecosistema del Paese.


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By Francesca Valdinoci

Source: SBS




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L'introduzione di specie animali e vegetali non autoctone ha cambiato per sempre l'ecosistema del Paese.


Conigli, cammelli, cervi sono alcuni tra gli animali più docili e meno pericolosi nell'immaginario collettivo. Ma, non in Australia! A partire dalla loro introduzione da parte dei primi coloni europei ad oggi, questi e altri animali sono diventati una minaccia per la tenuta dell'ecosistema del continente, una questione tuttora irrisolta.

Una serie di fattori climatici e geologici hanno reso nel tempo l'Australia un continente unico nelle sue caratteristiche, eppure l'arrivo dei coloni europei è stato l'evento che più di ogni altro ha avuto un impatto drastico sia sul territorio sia sugli animali australiani.

Fabio Capitanio, ricercatore dell'Australian Research Council e Professore Associato alla Monash University di Melbourne, ci ha spiegato che appena giunti in Australia, gli europei si sono trovati in un un contesto sconosciuto in cui recuperare acqua e risorse non era semplice.

‘Un continente ricco di risorse, ma sconosciute agli europei’

Ad esempio, spostare beni da una città all’altra risultava piuttosto complesso; così venne introdotto l’animale da carico per eccellenza, il mulo, così come il cammello, che ben si adattava alle lunghe distanze e alle condizioni climatiche nei deserti australiani. Diverse specie europee sono state introdotte a scopo di sostentamento, come ad esempio il coniglio, la lepre, il maiale, oppure come animali di compagnia, nel caso di gatti e cani, ma anche a scopo ricreativo, come la volpe, che venne portata in Australia solo per il piacere della caccia.

‘Anche la carpa venne introdotta dagli europei nel Murray River, un bacino grande quattro volte la superficie dell’Italia, che va dal Queensland fino al Victoria’

Quello che oggi comunemente chiamiamo ‘salmone della Tasmania’ non è una specie endemica. Conosciuto con il nome di ‘salmone atlantico’ ha cominciato ad essere allevato in Tasmania perché si adattava bene alle condizioni climatiche della 'Apple Isle'.

Il problema di introdurre questi animali è che non esiste una catena alimentare specifica nella quale possano inserirsi, quindi consumano risorse e, non avendo predatori, prendono il sopravvento sull’ecosistema e finiscono per distruggerlo. 

Il rospo della canna da zucchero
Il rospo della canna da zucchero Source: Wikimedia

Un altro animale di recente arrivo in Australia è stato il rospo della canna da zucchero, originario del Messico. Questa specie venne introdotta per combattere un coleottero che stava minacciando le piantagioni della canna da zucchero in Queensland. L’idea era di introdurre il predatore naturale di questa specie infestante per le coltivazioni, ma non era stata considerata la tossicità di questo animale, sia per gli altri animali sia per gli animali.

‘Introducendo in maniera arbitraria questi animali all’interno della catena, la catena non funziona più’

Questi meccanismi, detti 'sistemi a soglia' non riguardano solo il mondo animale, ma anche quello vegetale. Un tipico sistema a soglia australiano è rappresentato dai ‘bush fires’, gli incendi boschivi che spesso distruggono enormi porzioni di vegetazione australiana. Oltre a condizioni climatiche specifiche - come venti molto forti, l’assenza di montagne e la presenza di deserti la stessa - la vegetazione stessa alimenta il fenomeno.

I famosi ‘gum trees’ australiani sono ricchi di un alcool che noi conosciamo come olio di eucalipto. Si tratta di una molecola molto volatile e altamente infiammabile, che può contribuire ad alimentare un incendio. Eppure, l'eucalipto ha sviluppato nel corso dell’evoluzione una capacità di autorigenerarsi pari a nessun'altra specie vegetale.

Questo perché le sue gemme (gemme epicormiche) che rimangono ben nascoste e protette nel tronco, subito dopo un incendio cominciano a spuntare dal tronco sotto forma di piccole foglioline, e in qualche settimana l’albero ne è nuovamente ricoperto.

'Succede proprio come se l’albero fosse un cerino: la testa di zolfo si incendia e il resto rimane intatto. Così per gli eucalipti, ricchi di olio sulle foglie che ne incendia le cime mentre il tronco rimane intatto’

La natura, ha concluso Fabio, funziona proprio come il nostro corpo; possiamo tagliare i capelli e non succede nulla ma, nel momento in cui cominciamo a compromettere organi fondamentali, tutto il corpo smette di funzionare. Allo stesso modo, nel momento in cui un elemento della natura viene a mancare – che sia animale o vegetale – anche l’equilibio dell’ecosistema si modifica e viene compromesso.


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