La 39ma edizione delle “Giornate del Cinema Muto” di Pordenone quest’anno (grazie al COVID-19), è disponibile online e potrà essere seguita anche in Australia dal 3 al 10 ottobre. Tra le pellicole in programma alcuni capolavori, restaurati di recente, che vengono proposti al pubblico di oggi per la prima volta.
“Non c’è cinema muto e cinema sonoro. C’è solo cinema”, dice Jay Weissberg, direttore delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone che si potranno seguire in tutto il mondo, anche l’Australia.

Saranno undici i capolavori che verranno presentati al pubblico, alcuni dei quali sono di notevole portata storica come Moonlight and Noses di Stan Laurel del quale una parte è stata ritrovata negli archivi della National Film and Sound Archive di Canberra e l’altra invece nella Library of Congress di Washington.
"Per più di quasi 80 anni si riteneva che questo film fosse andato perduto, o almeno era disponibile solo in frammenti. Grazie a questa scoperta tra i due archivi, sarà possibile finalmente di vedere la pellicola completa per la prima volta in quasi 90 anni", spiega Weissberg.
“Questo progetto è stato reso possibile dalla stretta collaborazione che esiste tra Canberra e Washington”.

Le Giornate del Cinema Muto iniziano il 3 ottobre e si concluderanno il 10 e presentano film girati in Cina, Stati Uniti, Germania, Grecia, Olanda, Francia, Danimarca e altri paesi.
Visita il sito delle Giornate del cinema muto.
Per seguire i film dall’Australia bisogna accreditarsi. L’accredito, oltre alla visione dei film, permette di partecipare dal vivo alle masterclasses e ai dibattiti.
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I musicisti invitati alla rassegna sono tutti di fama internazionale e provengono da Gran Bretagna, Germania, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Italia.
Dall’Australia sarà presente il pianista Mauro Colombis, noto compositore di musica per cinema muto originario di Pordenone ma che da anni vive a Sydney. A lui è stato affidato il compito di comporre la musica del film tedesco del 1928 Abwege (Crisi in italiano o The Devious Path in inglese) che racconta la storia di una donna (Brigitte Helm) che trascurata dal marito, si lascia andare all’edonismo. “La cinica visione pabstiana dell’infelicità coniugale è presentata in un nuovo trasfigurante restauro”.

Il direttore delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, Jay Weissberg è nato a New York ma vive da anni a Roma dove si è trasferito per amore (della città eterna). È critico cinematofrafico della rivista Variety e co-curatore del progetto Views from the Ottoman Empire il cui obbiettivo è di individuare film girati nei territori "ottomani" e proiettarli nei luoghi d'origine.
"Dobbiamo vedere i film girati in tutte le parti del mondo, per sentirci più prossimi ai nostri vicini di casa".

Ascolta l'intervista con il Dr. Jay Weissberg:
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