“Negli anni ’60 per un ragazzino italiano andare sulla Luna era una cosa impossibile, nessuno ci credeva, nemmeno io… e invece nella vita mai dire mai: sono riuscito a diventare astronauta, sono andato nello spazio tre volte, trascorrendo 313 giorni in orbita, e paradossalmente adesso che sono in pensione, o in inglese retired (che mi piace di più), sto ancora cercando di capire cosa fare da grande”.
Paolo Nespoli, astronauta, ingegnere e militare italiano classe 1957, ha realizzato il proprio sogno di ragazzino di un piccolo paese della provincia italiana. Ha partecipato a tre missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, rispettivamente nel 2007, nel 2010-2011 e nel 2017, rimanendo in totale nello spazio per 313 giorni, 2 ore e 36 minuti.
Nespoli è arrivato ieri in Australia, ad Adelaide, grazie ad un'iniziativa di UniSA, International Space University Southern Hemispere Space Program, the South Australian Italian Association e Comites del SA, che hanno unito le forze per organizzare un ciclo di incontri.

Questa mattina Paolo Nespoli ha raccontato la sua esperienza di astronauta ai nostri microfoni, rispondendo alle domande del nostro pubblico, tra cui quella della novenne Anita, che si chiedeva se gli astronauti avessero il jet-lag. Ma ha anche ricordato cosa si prova nello spazio, in assenza (quasi totale) di gravità, quando "ci si sente galleggiare e in questa condizione si fanno delle cose incredibili… se hai il computer e scrivi sulla tastiera la forza dei tastini delle mollettine dei tastini ti spinge via, se cerchi di usare il cacciavite la vite e il cacciavite rimangono lì e tu giri intorno al cacciavite".
Per riascoltare il programma clicca sull'audioplayer in alto sulla foto.
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Il ciclo di incontri australiani di Paolo Nespoli inizia il 18 gennaio con l'incontro "An Evening Under the Stars with Paolo Nespoli" all'Italian Centre, al 262 Carrington Street.




