Papà Marco è nato nel 1956 a Buenos Aires, in Argentina, da genitori italiani. Qualche anno dopo, nonno Rolando e nonna Anna decisero di tornare a Roma, dove Marco è cresciuto prima di trasferirsi nuovamente dall'altra parte del mondo seguendo i genitori, questa volta in Australia.
Marco ha due sorelle, entrambe nate in Paesi diversi dal suo.

Mamma Gaylene invece è nata a Te Kuiti, sull'isola nord della Nuova Zelanda, da una famiglia di origine austriaca, i Gernhoefer. All'Università ha imparato il francese poi nel 1984 si è trasferita in Australia, dove ha incontrato Marco, imparando rapidamente sia la lingua sia la cucina italiana.
Quest'ultima anche grazie al contributo della suocera Anna.

Con un albero genealogico così contorto e con due genitori con radici sparse dappertutto, Chiara Tomassoni (classe '89) e suoi fratelli Damiano (88) e Davide (92) non potevano che nascere col marchio del multiculturalismo. Grazie all'impegno dei genitori, i tre fratelli sono cresciuti a Melbourne perfettamente bilingui, al punto che a scuola la ragazza - ora ventinovenne - ha studiato il cinese.
Quindi, per perfezionare la grammatica italiana, si è affidata ai libri di Harry Potter.
"Siamo cresciuti parlando solo italiano a casa finché non siamo andati a scuola"

Chiara, che adesso fa la chiropratica e che per lavoro gira il Victoria e il mondo, è cresciuta anche ascoltando la cd e dischi di musica italiana (da Marco Masini a Tiziano Ferro) ed è innamorata di Burano, di Roma ("è una città fenomenale) e della Roma.

Quella dei fratelli Tomassoni resta un'identità mista e perfettamente a cavallo tra le due culture (a differenza della maggior parte dei loro coetanei, italo-australiani di terza generazione che hanno perso molti dei legami con il paese di origine dei loro avi), ma sul piano culinario l'impronta prevalente è decisamente quella italiana.
"Non mi sognerei mai di mettere pasta e insalata nello stesso piatto. E ai miei figli insegnerò l'italiano"




