La vittoria di Abelardo de la Espriella alle elezioni presidenziali in Colombia conferma la tendenza verso governi più conservatori in America Latina e l'interesse di Washington per la regione.
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Abelardo de la Espriella, il candidato di destra sostenuto dal presidente americano Donald Trump, ha vinto le elezioni presidenziali in Colombia.
El Tigre, questo il suo soprannome, avvocato e imprenditore senza precedenti esperienze politiche, ha vinto in un Paese molto polarizzato, promettendo un giro di vite militare contro il traffico di droga e la criminalità.
De la Espriella è una specie di Trump o Milei che, seguendo quel modello dell'outsider, promette di fare di tutto e di più, anche di mettere a soqquadro il Paese, pur di ripristinare l'ordine.Estefano Tamburrini, giornalista
E così la Colombia si aggiunge ad altri Paesi dell'America Latina, per oltre vent'anni associata all'ascesa della sinistra, oggi schierati a destra, dove "l'ordine" sembra essere la parola chiave, anche a scapito di alcune garanzie democratiche.
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"Non possiamo sottovalutare lo sfondo di verità da cui certe candidature partono. Il problema della sicurezza, e la Colombia ne è un esempio, è un problema reale", spiega il giornalista Estefano Tamburrini.
In questo quadro, l'ascesa di un presidente statunitense interventista come Donald Trump non ha prodotto una reazione anti-imperialista come in passato, ma ha rafforzato leader che si dichiarano suoi alleati, come de la Espriella.
"Gli Stati Uniti sono tornati non solo a esercitare la dottrina Monroe, ma anche a battezzare determinati candidati e a finanziarli apertamente", spiega Tamburrini.
"E i cittadini corrono a votare quel candidato, perché di solito quei messaggi sono accompagnati da una minaccia velata: o votate il candidato che vi segnalo io, oppure certi sostegni vengono meno", prosegue.
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