Trump ha firmato l'accordo con l'Iran durante una cena a Versailles con Macron, a conclusione del G7 di Evian, dove c'è stato un riavvicinamento tra le due sponde dell'Atlantico.
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Il 17 giugno, il presidente americano Donald Trump ha firmato l'accordo preliminare per la pace tra Stati Uniti e Iran durante una cena alla Reggia di Versailles con l'omologo francese Emmanuel Macron.
La cena è stata organizzata dal presidente francese per celebrare il 250esimo anniversario degli Stati Uniti e in conclusione del G7, tenutosi sempre in Francia, a Evian.
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"C'era già una simbologia, perché a Versailles fu firmato il trattato con cui il mondo europeo riconosceva l'indipendenza degli Stati Uniti", spiega il giornalista Giampiero Martinotti da Parigi.
"Poi c'era un'idea mediatica di Trump di firmare proprio in quel posto che, nell'immaginario occidentale, è il luogo del potere", prosegue.
L'accordo prevede la cessazione delle ostilità, la riapertura dello Stretto di Hormuz e l'avvio di un periodo di 60 giorni per i negoziati sul programma nucleare iraniano.
"È un accordo molto criticato perché molti ritengono sia più favorevole all'Iran che agli Stati Uniti. Tutti i Paesi del G7 lo hanno approvato perché far cessare la guerra, riaprire Hormuz e rilanciare il dialogo è la cosa più importante", spiega Martinotti.
A proposito del G7, "l'impressione è che sia servito a ridare un equilibrio nei rapporti fra Trump e i suoi alleati europei. Il fatto più importante è stato un cambiamento a 180 gradi di Trump sull'Ucraina", prosegue.
"I Sette hanno firmato una dichiarazione in cui riaffermano l'incrollabile sostegno all'Ucraina e alla difesa della sua libertà, della sua sovranità e della sua integrità territoriale", conclude.
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