L'accordo sulla Brexit firmato in extremis giovedì scorso dagli ambasciatori dell'Unione Europea e dal governo britannico entrerà in vigore provvisoriamente il 1° gennaio 2021, in attesa del via libera del Parlamento UE.
Il ministro britannico Michael Gove ha annunciato che le dispute sulla Brexit sono ora ufficialmente risolte, anche se non è ancora chiaro come verranno implementate le nuove regole nei prossimi mesi.
“Gli europei ne sono usciti bene”, ha commentato il professore di Finanza alla University of New South Wales di Canberra Massimiliano Tani, ma a suo parere i cittadini britannici ed europei ne risentiranno.
La Brexit da quattro anni sta logorando le persone comuni da un lato all’altro della Manica.
A risentire dell’uscita della Regno Unito dall’Unione Europea saranno innanzitutto gli studenti universitari, visto che il Paese dal 2021 non parteciperà più al programma LLP Erasmus.
L’Erasmus, che da 30 anni consente agli studenti universitari di svolgere mesi di studio all’estero durante il proprio percorso accademico, svolgeva anche un importante ruolo diplomatico tra gli Stati dell’Unione.
Poi ci sono i pensionati britannici che, spiega il professor Tani, tendono a preferire il sistema pubblico francese e a trasferirsi pertanto nel Paese oltre Manica. Dall’anno prossimo non potranno più farlo.
Infine saranno le aziende del terziario ad affrontare molteplici difficoltà. “Gli accordi non beneficiano il settore dei servizi, che corrispondono alla stragrande maggioranza del PIL di tutti i Paese europei” ha affermato il professore di finanza.
Significa infatti che, chi ha un’azienda di servizi in UK, dal 2021 dovrà fare accordi diversi con 27 stati, invece di far circolare liberamente i propri prodotti all’interno del mercato comunitario europeo.
La Brexit mette una lama nel mezzo del canale della Manica.
L'Italia si salverà con il Recovery Fund
La Confcommercio ha stimato che il 2020 si concluderà con la chiusura definitiva di 390 mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi, a fronte di 85mila nuove aperture.
Le cause vengono rintracciate nella pandemia di COVID-19 e nel conseguente crollo dei consumi del 10,8% pari a una perdita di 120 miliardi sul 2019.
Delle imprese chiuse, l'80% lo ha fatto per via del COVID-19 e tra i settori più colpiti troviamo quello dell'abbigliamento e calzature (-17,1%), le agenzie di viaggio (-21,7%), i bar e ristoranti (-14,4%).
Nel settore dell'arte, sport e intrattenimento sono andate perse un terzo delle imprese.
L'Italia è ora in attesa del Recovery Fund e l'aspetto positivo per questa fine del 2020, dice Max Tani, è che "il Recovery Plan ci sarà, la possibilità che un’ingente somma di denaro arriverà".
Rimane però da vedere come tale somma verrà utilizzata: spesa, sprecata o investita.
L’Italia da fiore all’occhiello dell’Europa che era, negli ultimi 20-30 anni ne è diventata il fanalino di coda.
Ascolta l'analisi del professor Tani:
Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti.
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
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