Soffiano venti di guerra tra l'Armenia e l’Azerbaijan, due ex Repubbliche Sovietiche del Caucaso che da secoli si contendono il Nagorno-Karabakh, un piccolissimo territorio grande come il Molise.
L'enclave a maggioranza armena (quindi cristiana) in territorio azero (dove la religione maggioritaria è l'Islam) rivendica un'indipendenza che non è riconosciuta a livello internazionale.
Il Nagorno-Karabah è anzi formalmente controllato dal governo di Baku, appoggiato dalla Turchia.

In evidenza:
- Da alcuni giorni le forze militari armene e azere si stanno scontrando nel territorio contesto del Nagorno-Karabakh.
- Il conflitto per questa piccolissima porzione del Caucaso ha cause etniche, storiche e politiche ben precise che si intrecciano con gli interessi russi e turchi nella regione.
- Il ruolo delle milizie paramilitari e dei mercerani e il rischio di un'escalation della tensione
Le relazioni tra Mosca e Ankara sono ancora tese dopo la guerra in Siria
I contrasti tra Yerevan e Baku hanno origini antiche che risalgono alla disputa territoriale nata nel 1918, quando le due etnie ottennero l'indipendenza dall'Impero Russo.
Le tensioni, rialimentate negli ultimi 30 anni dopo la frantumazione dell'URSS, potrebbero coinvolgere anche Russia e Turchia e infiammare tutta la regione.
Riascolta qui l'intervento del giornalista Giuseppe D'Amato, con il resoconto degli scontri degli ultimi giorni tra Armenia e Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh.

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