Ventuno anni in Bolivia sono quelli passati da suor Bruna Pierobon, che da un'area in provincia di Padova è partita per dedicarsi all'accoglienza e al reinserimento sociale di bambini e bambine abbandonati proprio in Bolivia, a Cochabamba, dove opera l'onlus Women for Freedom, impegnata in progetti per il recupero delle ragazze vittime di sfruttamento sessuale.
"Faccio parte della Congregazione delle Suore Rosarie che dal 1976 sono presenti in Bolivia", racconta Suor Bruna. "Come fine, come nostro progetto, abbiamo proprio l'educazione dell'infanzia e della gioventù".
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"Il nostro centro di accoglienza si trova a 15 chilometri dalla città di Cochabamba. Noi siamo al servizio di queste bambine e di queste ragazze giovani dal 1990", continua.
I due concetti di identità e dignità sono al centro del loro lavoro, spiega Suor Bruna.
Il nostro servizio risponde a quello che i servizi sociali della città di Cochabamba ci chiedono di accogliere: bambine soprattutto, che sono state abbandonate, a volte anche senza nome e senza documenti, con le quali noi cerchiamo di lavorare, soprattutto per dare fiducia nella vita, [per mostrare loro] che nella vita si può cambiare.Suor Bruna
Sara Memo, responsabile progetti di Women for Freedom, spiega che la onlus e la Congregazione delle Suore Rosarie cercheranno di unire gli sforzi.
"Con Suor Bruna in queste settimane stiamo ragionando su come creare una sinergia nel poter effettuare questo nuovo progetto assieme", spiega Memo.
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