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Uncle Jack Charles, l'ultimo saluto della comunità italiana

stolene generations

Source: AAP

La voce del leggendario attore, musicista e attivista aborigeno Uncle Jack Charles è stata un megafono per tutte le comunità marginalizzate in Australia, inclusa quella italiana.


SBS Italian desidera avvisare gli ascoltatori aborigeni e isolani dello Stretto di Torres che la prossima storia contiene la voce di persone decedute, le cui famiglie hanno concesso l’autorizzazione all’uso di voci e immagini.

Il leggendario attore, musicista e attivista Uncle Jack Charles è scomparso martedì mattina al Royal Melbourne Hospital all’età di 79 anni in seguito ad un ictus.

La voce di Uncle Jack, come è conosciuto da generazioni di australiani - o “l'attore dalle corde vocali di melassa”- è stata la colonna sonora di innumerevoli opere teatrali, programmi televisivi e film.

Nato il 5 settembre 1943 nella riserva aborigena di Cummeragunja in New South Wales, Charles venne rimosso dalla famiglia a soli quattro mesi e crebbe in una struttura dell'Esercito della Salvezza di Box Hill a Melbourne.

Incontrò per la prima volta sua madre all’età di 19 anni.

A 17 anni, Uncle Jack fu incarcerato per la prima volta. Nel corso della sua vita è entrato e uscito di prigione oltre 20 volte per furto. È stato un senzatetto, e il suo passato lo ha visto anche consumato dalla dipendenza da droghe.

“Ho 22 foto segnaletiche schedate negli archivi carcerari del Victoria. Ne sono fiero, sono l’equivalente di tutte le foto che non ho della mia infanzia. Tutti hanno delle foto d’infanzia, ma molti di noi delle 'Stolen Generations' no”, ha raccontato Charles in una lunga e toccante intervista per NITV ai microfoni di Bertrand Tungandame.

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Beloved star of stage and screen Uncle Jack Charles

Proprio tra le strade dei quartieri tra Fitzroy e Collingwood che Uncle Charles ha abitato e percorso in lungo e in largo con il suo scooter rosso, sorge la sede della radio comunitaria 3CR.

"La storia di Uncle Charles è una storia molto dura ma anche molto gioiosa, di redenzione," ha detto Joe Malignaggi, presentatore di 3CR, ai microfoni di SBS Italian.

“Lui teneva alla sua gente, alla comunità. Certo, è stato un criminale, ma ha sempre voluto aiutare tutti”.

Malignaggi ha anche notato la prossimità della scomparsa dell’attore indigeno con quella della Regina Elisabetta II d’Inghilterra, proprio in luce del suo spettacolo "Jack Charles Vs The Crown".

"Il fatto che sia morto in questi giorni fa ancora più riflettere sulla sua battaglia personale per affermare se stesso”.

Il libro autobiografico "Jack Charles: A Born-Again Blakfella", il documentario "Bastardy" e lo spettacolo teatrale "Jack Charles Vs The Crown" sono, secondo Joe Malignaggi, opere fondamentali per conoscere la figura di Uncle Charles e il suo lascito artistico.

Charles iniziò a recitare nel 1970, senza avere una vera e propria formazione da attore, in una produzione dello spettacolo "The Blood Knot" al New Theatre di Melbourne.

Da quel momento, ebbe inizio una lunga carriera che lo portò ad essere conosciuto anche come "nonno del teatro indigeno in Australia", avendo contribuito alla creazione nel 1971 il primo gruppo teatrale indigeno, Nindethana.

L'attore e produttore Mirko Grillini, che incontrò per la prima volta Uncle Jack sul set, ha condiso con SBS Italian un ricordo di quel primo incontro.

“Quando è arrivato sul set, il suo sorriso è arrivato prima di lui. Quando ci hanno presentati gli dissi che ero italiano, e lui mi disse che l’Italia gli piaceva tantissimo”.

Uncle Jack viene anche ricordato per il suo profondo attivismo in favore dell’emancipazione dei popoli indigeni in Australia, in particolare per il suo impegno nel fare da megafono alle Stolen Generations.

Negli ultimi anni è stato impegnato nella richiesta di una riforma del sistema scolastico statale in favore di un'istruzione più inclusiva, che riflettesse la storia coloniale australiana e non ne negasse gli orrori.

“Con Uncle Jack Charles abbiamo perso un personaggio molto importante per la nostra comunità: era un attore importante e un talento molto apprezzato ma soprattutto era un uomo Aborigeno che ci faceva conoscere la nostra storia, quella delle ‘Stolen Generations'”.

“Era un testimone della nostra storia, come se in Italia si perdesse la generazione dei partigiani”, spiega Siobhán Hannan, educatrice e insegnante di italiano delle giovanissime generazioni di Melbourne.

Proprio quest’anno, Uncle Jack è stato insignito del riconoscimento di “NAIDOC Male Elder of the Year”.

Solo due settimane fa, Uncle Jack calcava il palco del Capitol Theatre di Melbourne per un evento contro il razzismo accanto a Teresa De Fazio, ex commissaria della Victorian Multicultural Commission e direttrice di Intersect Global Partners.

“Uncle Jack Charles era un uomo pieno di compassione, era molto curioso di conoscere le comunità che sono venute dopo, come quella italiana. Conosceva le conseguenze della marginalizzazione, e quindi era molto sensibile ai loro temi”.

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