La crisi israelo-palestinese si intreccia sempre più con la politica interna statunitense.
La morte a Gaza di Hersh Goldberg-Polin, un ostaggio con doppio passaporto i cui genitori erano stati co-protagonisti della convention democratica a Chicago, ha portato il presidente Joe Biden a criticare la gestione della crisi da parte di Tel Aviv.
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"Benjamin Netanyahu non fa abbastanza per riportare a casa gli ostaggi", ha detto Joe Biden. Dal canto suoi, invece, la candidata democratica alla Casa Bianca Kamala Harris ha sottolineato che "Hamas ha le mani sempre più sporche di sangue americano"
Intanto, come da tradizione, dopo il Labor Day del 2 settembre la campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali ha preso ufficialmente il via.
Non credo che in questa situazione pre-elettorale, l'amministrazione statunitense abbia la capacità o la possibilità di incidere sulla questione israelo-palestineseGiampiero Gramaglia
I primi a presentarsi sul palco sono stati i Democratici, con Kamala Harris impegnata in uno degli Stati in bilico, la Pennsylvania.
Ma quale incidenza ha e avrà la crisi israelo-palestinese nello sprint verso la Casa Bianca e quanta ne ha l'onda emotiva seguita alla morte dell'ostaggio americano a Gaza? Lo abbiamo chiesto a Giampiero Gramaglia, ex direttore dell'agenzia ANSA.

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