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"Vi distruggiamo in quattro ore", conto alla rovescia per l'ultimatum (posticipato) di Trump a Teheran

President Trump Holds Press Conference on Iran War

Trump durante la conferenza stampa del lunedì di Pasqua. Credit: Aaron Schwartz / Pool via CNP. Source: ABACA / Pool/ABACA/PA

Nella conferenza stampa da poco conclusasi il presidente statunitense lascia la porta aperta ad una conclusione diplomatica del conflitto e sposta l'ultimatum alle 20 di domani ora di Washington. Per Giampiero Gramaglia "l'impressione è che Trump non voglia farlo scadere".


Donald Trump torna a parlare in una conferenza stampa e non lesina né accuse ai partner occidentali né minacce all'Iran, confermando che l'ultimatum a Teheran - che avrebbe risposto all'iniziale piano USA con dieci punti definiti da Trump "non abbastanza" - è stato spostato fino alle 20 di martedì 7 aprile orario di Washington (10 AEST di mercoledì 8 aprile in Australia).

Inizialmente organizzata per svelare i dettagli dell'operazione di salvataggio dell'aviatore disperso dopo l'abbattimento del caccia da parte iraniana, l'incontro con la stampa si è brevemente trasformato in uno dei tipici momenti in cui Trump ha sfoderato tutto il suo repertorio, dalle accuse ai partner ("Sono molto deluso dalla Nato") alle minacce a Teheran ("Il tempo per un accordo stringe, in quattro ore possiamo raderli al suolo").

Il campo dell'imprevedibilità trumpiana è molto ampio, ma anche il modo di negoziare degli iraniani è difficile da essere compreso in anticipo
Giampiero Gramaglia

Tutto questo nel fine settimana pasquale, in cui hanno fatto rumore i continui rimandi dell'amministrazione Trump ad una legittimazione divina dell'operazione Epic Fury, con tanto di paragoni tra la figura di Gesù e quelle sia di Trump - da parte della consulente religiosa della Casa Bianca Paula White-Cain - che del militare disperso in Iran - da parte del Ministro della Difesa Pete Hegseth.

Il giornalista Giampiero Gramaglia ha citato a tal riguardo le risposte di Papa Leone XIV, che ha stigmatizzato questo continuo riferimento a Dio da parte dell'amministrazione Trump. "Questo messaggio è risuonato forte nel mondo cattolico in tutto il mondo, ma è anche risuonato forte nelle chiese cattoliche degli Stati Uniti", ha dichiarato Gramaglia.

Gramaglia ha anche parlato dell'aspetto legato alle compagnie Big Tech americane, che da avere investito centinaia di miliardi per la costruzione di nuovi data centre si sono ritrovati ad essere bersaglio dei pasdaran e pure nel bel mezzo di una crisi energetica.

"Le compagnie della tecnologia d'avanguardia si erano schierate con Trump in modo sorprendente e senz'altro opportunistico", ha spiegato Gramaglia, "e adesso si sentono minacciate e fanno pressione affinché questo conflitto termini il prima possibile".

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