Poco prima di Natale, centinaia di voli vennero cancellati e migliaia di persone coinvolte all'aeroporto di Gatwick per l'avvistamento di un drone. A poco più di un mese di distanza, ancora non sappiamo cosa sia veramente successo.
Tra il 19 e il 21 dicembre scorso, l'aeroporto di Gatwick, il secondo più grande di Londra, si trovò a cancellare centinaia di voli per l'avvistamento di un drone.
Al primo volo cancellato, diretto per l'Australia, ne seguirono a ruota decine e centinaia, fino a coinvolgere oltre 1000 voli e 140,000 passeggeri.
Il 21 dicembre la polizia arrestò una coppia del Sussex, che rimise quasi immediatamente in libertà. Da allora non solo non sono giunte notizie sui responsabili, ma addirittura è stato messo in dubbio che si sia veramente trattato di un drone, a causa della mancanza assoluta di prove fotografiche o video.
La chiusura dell'aeroporto non è però un problema solo londinese, visto che la regolamentazione presente e futura dei droni è un tema che riguarderà tutti, a cominciare dall'Australia.
Noi ne abbiamo parlato con il pilota di droni Alberto Borghi, che vede la creazione di una forza di polizia per i droni inevitabile. Ascoltate la sua intervista nell'audio-player sotto il titolo.





