A sei settimane dalle elezioni politiche, Benjamin Netanyahu si prepara a finire sotto processo per corruzione e frode. Il Primo Ministro israeliano (il primo nella storia politica del Paese a finire sotto accusa formale nel pieno delle sue funzioni) avrebbe infatti accettato 250mila dollari sotto forma di regali e avrebbe a sua volta procurato favori in cambio della benevolenza di alcuni organi di stampa.
Netanyahu ha ribadito la propria estraneità ai fatti e ha aggiunto che le udienze del processo non gli impediranno di presentarsi alle elezioni di aprile. Ma intanto il suo partito, il Likud, crolla nei sondaggi. Delle ragioni alla base delle accuse a carico del Primo Ministro e degli scenari che questo procedimento potrebbe aprire tanto in Israele quanto in Medio Oriente abbiamo parlato con Michele Giorgio, nostro corrispondente da Gerusalemme.




