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A view of the reconstructed wreckage of the Itavia DC-9 passenger jetliner which crashed near the island of Ustica June 27, 1980, (AP)

La Corte di Cassazione ha stabilito che il Ministero dell’Interno e quello della Difesa dovranno risarcire la compagnia aerea Itavia dei danni a seguito della sciagura aerea verificatasi nel cielo di Ustica il 27 giugno del 1980, nella quale persero la vita 81 persone. Il risarcimento è di circa 265 milioni di Euro.

By
Domenico Gentile
Published on
Tuesday, January 8, 2019 - 14:13
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18.48 MB
Duration
10 min 5 sec

“[Questi fondi] vanno nella procedura di liquidazione del passivo, cioè dei vari creditori, e, se rimane, una parte andrà agli azionisti, inclusa me e mia sorella” precisa Luisa Davanzali, figlia dell’avvocato Aldo Davanzali che fondò l’Itavia.

Par la famiglia Davanzali si conclude così una lunga e complessa vicenda guidiziaria durata oltre 38 anni.

Il DC-9 dell’Itavia era in rotta da Bologna a Palermo quando improvvisamente esplose in volo nel cielo sopra lo spazio di mare compreso fra le isole di Ponza e Ustica. La prima ipotesi fu quella di un attentato terroristico e che l’esplosione sarebbe stata causata da un ordigno sistemato nella toilette del velivolo. Questa ipotesi fu successivamente scartata in quanto, dopo il recupero del relitto, fu stabilito che non vi sarebbe stata alcuna esplosione interna.

Questo portò gli inquirenti, in particolare il giudice Rosario Priore, responsabile delle indagini, a ritenere che l’esplosione sarebbe stata causata da un missile lanciato da un caccia militare non identificato durante una battaglia aerea in corso nei cieli di Ustica sulla rotta del volo dell’Itavia. La battaglia aerea coinvolgeva presumibilmente caccia americani e francesi che tentavano di abbattere MIG libici che scortavano il volo di un VIP (probabilmente il leader libico Muammar Gheddafi). Uno di questi MIG libici venne ritrovato il 18 luglio 1980 sui monti della Sila in Calabria. Brian Sandlin, un ex marine in servizio a bordo della portaerei americana Saratoga, in un'intervista rilasciata al giornalista Andrea Purgatori e trasmessa dal programma TV Atlantide il 27 dicembre 2017, ha dichiarato che la Saratoga nel giorno del disastro era al largo della rada di Napoli e che oltre la metà dei caccia era in volo.

La Cassazione ha stabilito che responsabili del risarcimento sono i Ministeri della Difesa e dell’Interno in quanto su di loro “gravava l’obbligo di assicurare la sicurezza nei cieli e di impedire l’accesso di aerei non autorizzati o nemici”. Nella sentenza delle Cassazione si legge inoltre che i ministeri avrebbero dovuto “adottare le condotte loro imposte dagli specifici obblighi di legge che avrebbero evitato l’evento”.

Dopo il disastro, nel dicembre del 1980 l’Itavia cessò le operazioni.

“La decisione della Cassazione non ci ridà quello che avevamo” dice Luisa Davanzali, “nostro padre e una vita diversa da quella che abbiamo fatto per 37 anni di attesa”.

È possibile che con il risarcimento l’Itavia possa riprendere l’attività? È probabile.

“Mi sono ripromessa, se i soldi me lo permetteranno, di comperare un aereo passeggeri che intitolerò alla memoria di mio padre Aldo Davanzali” dice Luisa Davanzali nella nostra intervista.

 

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