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Acciaio verde: la sfida dell’Australia verso il net zero

Iron Ore Operations at Fortescue Metals Group Ltd.

Un nastro trasportatore trasporta minerale di ferro dagli impianti di lavaggio e vagliatura a umido in una miniera in Western Australia. Source: Bloomberg / Bloomberg via Getty Images

Alfonso Chinnici ha vinto il Net-Zero Industries Award 2025 nella categoria Outstanding project, per il suo lavoro di ricerca nella sostenibilità della lavorazione dell'acciaio.


L’Australia punta a raggiungere le emissioni zero entro il 2050, ma il settore dell’acciaio resta uno dei più difficili da decarbonizzare, a causa dell’uso di combustibili fossili.

Il Paese è il principale esportatore mondiale di minerale di ferro, ma la qualità delle risorse è in calo, rendendo più complessa la produzione di acciaio “verde”.

Tradizionalmente, l'acciaio viene prodotto fondendo il minerale di ferro in un altoforno che utilizza combustibili fossili come fonte di energia, il che rappresenta una fonte significativa di emissioni di carbonio per il settore.

Come fare per ripulire e rendere più verde un settore di fondamentale importanza non solo per l'Australia ma per il mondo intero?

Ascolta l'intervista ad Alfonso Chinnici cliccando il tasto "play" in alto a sinistra

Una possibile soluzione arriva dal professor Alfonso Chinnici della University of Adelaide, premiato con il Net Zero Industries Award 2025.

Insieme al suo team, Alfonso Chinnici ha sviluppato una tecnologia che purifica il minerale di ferro tramite trattamenti ad alta temperatura e separazione magnetica, rendendolo adatto ai nuovi processi sostenibili basati su energia rinnovabile e idrogeno.

Oltre a ridurre le emissioni, questa innovazione potrebbe aumentare il valore delle esportazioni australiane, oggi dirette soprattutto verso la Cina.

"Ad oggi noi esportiamo un miliardo di tonnellate all'anno di minerali di ferro, di cui circa l'80% arriva in Cina", spiega Alfonso a SBS Italian.

"Di contro, l'Australia produce solo cinque milioni di tonnellate di acciaio, veramente un numero misero rispetto a quanto ferro esportiamo".

La decarbonizzazione del settore resta però una sfida complessa.

La filiera dell’acciaio è globale e richiede coordinamento tra diversi Paesi, politiche condivise e investimenti significativi.

Raggiungere il net zero entro il 2050 resta un obiettivo ambizioso, sottolinea Chinnici.

Ma quello che conta davvero è la traiettoria: ogni passo verso la riduzione delle emissioni rappresenta un progresso concreto verso un’economia più sostenibile.

Io sono sempre fiducioso, poi, se non raggiungessimo esattamente net zero, ma ci avviciniamo significa che sia dal lato ricerca sia dal lato aziendale abbiamo fatto un buon lavoro
Alfonso Chinnici

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