In Australia, quella che molti definiscono la “seconda valuta” nazionale sono i punti Frequent Flyer. Con milioni di iscritti tra Qantas e Virgin, queste miglia rappresentano un vero pilastro dei consumi, ma le recenti decisioni della Banca Centrale sulle commissioni bancarie minacciano di ridurne il potere d’acquisto.
Il consiglio di Tani è chiaro: meglio spendere che accumulare, per evitare che il proprio “tesoretto” digitale perda valore con i cambiamenti del mercato.
Con il Budget federale del 12 maggio all’orizzonte, dal settore bancario arrivano spinte a puntare sull’intelligenza artificiale come motore della produttività.
Il professor Tani invita però alla cautela, definendo l’IA un “canarino nella miniera”: un segnale d’allarme per un mercato del lavoro che rischia forti trasformazioni senza un’adeguata preparazione di lavoratori e istituzioni.
Se sei un politico e hai un ciclo di soli tre anni, preparare la popolazione a un cambiamento così profondo diventa una missione impossibileMassimiliano Tani
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Tani ha analizzato anche il confronto tra le grandi banche australiane e i colossi tecnologici come Apple e Google.
“È una battaglia per il controllo dei dati e della trasparenza normativa”, ha spiegato, con le banche che accusano le Big Tech di sfruttare il sistema nazionale senza sottostare alle stesse regole.
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