La regista Barbara Staffolani ricorda alcuni dei momenti significativi della sua collaborazione con Franco Zeffirelli e condivide con noi alcuni aneddoti legati alla vita del grande regista italiano.
"Lavorare con Zeffirelli era una cosa molto bella perché sentire parlare una persona con una grandissima proprietà di linguaggio e poi i suoi colori e le sue immagini era come entrare dentro la sua opera", racconta Barbara.
Franco Zeffirelli nasce con il marchio della grande musica lirica. Figlio "illegittimo" di Alaide Carosi Cipriani e Ottorino Corsi (ambedue sposati avevano una relazione sentimentale) non viene riconosciuto dal padre natutale e tantomeno dal marito della Carosi. La madre decide quindi di dargli un cognome nuovo e sceglie "Zeffiretti" tratto da un'aria dell'Idomeneo di Wolfang Amedeus Mozart. All'anagrafe però quel "Zeffiretti" viene trascritto male e diventa Zeffirelli, un cognome che rimarrà nella storia dell'arte e della cultura internazionale.
La sua carriera lo ha portato dal cinema all'opera rendendolo famoso in tutto il mondo. Con i leggendari Elizabeth Taylor e Richard Burton nel 1967 girò La bisbetica domata che gli valse due nominations agli Oscar.

Ma il grande amore di Franco Zeffirelli era l'opera. Ha diretto numerose opere nei maggiori teatri italiani, europei e statunitensi. Leggendaria la sua produzione della Tosca di Giacomo Puccini andata in scena nel 1964 all Royal Opera House di Londra con Maria Callas e Tito Gobbi e che la ROH ha rimesso in scena per oltre 40 anni.

"Zeffirelli ha reso un grandissimo servizio alla cultura ", dice Barbara Staffolani. "Non è caso che per oltre quaranta anni vengano ripresi i suoi spettacoli perché lo spettaclo giusto è quello che rimane nel tempo".

Nei giorni scorsi la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha deciso di intitolare una sala del teatro a Franco Zeffirelli. Si tratta di un luogo accessibile dal foyer di platea dedicato a incontri, conferenze, lezioni e alla divulgazione.



