Con il passare degli anni, il rapporto di Robert Farotto con la vita si è fatto più sobrio, meno idealista ma forse più lucido. “Ho superato la fase in cui pensavo di poter cambiare il mondo. Oggi cerco piuttosto di dare piccoli contributi e, soprattutto, di rimanere a galla”, racconta a SBS Italian.
In un’epoca che percepisce come complessa e instabile, segnata da violenza e arretramenti improvvisi, la sfida è convivere con ciò che non si può controllare.
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Anche il tema della spiritualità trova spazio, anche se in forme non convenzionali. Robert non si riconosce in una religione strutturata, pur avendo incontrato nel tempo messaggi e persone che lo hanno interrogato.
Esperienze come i corsi di psicomotricità in Italia o i 'men’s circles' in Australia lo hanno messo a contatto con dimensioni meno razionali dell’esistenza.
I corsi di psicomotricità e i 'men’s circles' mi hanno fatto capire c’è qualcosa oltre le cose oggettiveRobert Farotto
“Mi hanno fatto capire che c’è qualcosa oltre le cose oggettive”, spiega, senza però definirla una vera e propria ricerca spirituale.
Il concetto di casa, nel frattempo, si è trasformato. Non è più soltanto un luogo fisico, ma una dimensione interiore che si porta con sé.
Vivere in Australia, condividere la casa con altre persone, costruire legami non previsti – come l’esperienza di una paternità “scelta” con due giovani ospitati a lungo – ha ridefinito il senso di appartenenza. “Essere a casa, per me, è anche questo”.
Un punto di svolta è stato l’infarto. Da allora, la morte è diventata una presenza con cui fare i conti, senza ossessioni ma con realismo.
Non penso all’aldilà, ma mi interrogo piuttosto sul tempo che mi resta per fare le cose che contanoRobert Farotto
“Non penso all’aldilà – dice – mi interrogo, piuttosto, sul tempo che resta per fare le cose che contano”. La paura non è tanto la fine, quanto la perdita di autonomia e lucidità. Per il resto, l’idea è andare avanti, senza vivere nell’attesa della fine.
Guardando al futuro, le priorità sono essenziali: salute, indipendenza, libertà di scelta. E un desiderio che ritorna, quello del viaggio. “Viaggiare apre la visione del mondo”, racconta, ricordando una dimensione che sente di aver un po’ perso negli ultimi anni.
Se c’è qualcosa che Robert vorrebbe lasciare andare, sono i fardelli: paure, pesi mentali, accumuli inutili. “Mi piacerebbe condurre una vita più leggera”. Non per ricominciare da zero, ma per continuare a muoversi. Restando a galla.
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