Il problema del costo della vita e degli stipendi sono stati al centro dell'ultimo dibattito tra i due candidati.
Anthony Albanese ha sostenuto la sua proposta di aumentare del 5,1 % gli stipendi dei lavoratori con salario minimo, mentre Scott Morrison ha ribadito che le piccole imprese non riuscirebbero a sostenere l’incremento.
"Il leader laburista però ha poi fatto marcia indietro rispetto a quanto affermato nei giorni precedenti, dicendo che, in caso di vittoria alle elezioni, non necessariamente chiederà formalmente al tribunale sui salari di aumentare paghe", ha commentato l'esperto di politica federale Paul Scutti ai microfoni di SBS Italian.
Il punto su cui Morrison è riuscito sicuramente a prevalere su Albanese è stato il tema dei richiedenti asilo, rimarcando i fallimenti degli ex governi laburisti.
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I sondaggi effettuati dopo i dibattiti televisivi hanno indicato che gli elettori abbiano espresso una preferenza del 50% per Albanese, mentre un altro 16% si è dichiarato indeciso.
"Vincere ai dibattiti però non necessariamente significa poi vincere alle urne", ha continuato Scutti.
Un altro sondaggio, pubblicato da The Australian sul voto nei singoli seggi elettorali, ha mostrato che il ministro del Tesoro Josh Frydenberg potrebbe non essere rieletto, perdendo contro la candidata indipendente Monique Ryan.
"Il ministro del tesoro in questi giorni sta cercando di assumere posizioni più moderate, consapevole che gli indipendenti sono un rischio reale per i liberali", conclude l'esperto.
Ci sono ancora molti indecisi, dunque la partita elettorale resta ancora da giocare.
Ascolta l'intervento integrale di Paul Scutti:
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