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Dal visto 457 al Bridging Visa E: "Attendo di avere un colloquio con un ministro da più di due anni"

Elisa D'Amico
Source: Courtesy of Elisa D'Amico

Elisa D’Amico riuscì a rimanere in Australia come de-facto sul visto 457 del suo ragazzo. Ma successivamente è diventata un'immigrata illegale per 10 giorni e successivamente titolare di un Bridging Visa E per più di due anni. Ecco la sua storia.


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By Federico Solchi

Presented by Chiara Pazzano

Source: SBS


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Elisa D’Amico riuscì a rimanere in Australia come de-facto sul visto 457 del suo ragazzo. Ma successivamente è diventata un'immigrata illegale per 10 giorni e successivamente titolare di un Bridging Visa E per più di due anni. Ecco la sua storia.


Elisa D'Amico è arrivata in Australia nel 2013 con un visto vacanza-lavoro insieme al suo partner.

L’idea iniziale della coppia era di rimanere per sei mesi per affinare la loro conoscenza della lingua inglese e fare un’esperienza di stampo internazionale.

"Dopo due anni in Australia mi sono resa conto che mi piaceva. Mi piaceva il sistema, lo stile di vita, più di ogni altra cosa", D'Amico ha raccontato in un'intervista con SBS Italian.


Punti chiave

  • D'Amico attende una decisione da oltre due anni
  • Nel frattempo è titolare di un Bridging Visa E che le permette di lavorare
  • Quando l'ex fidanzato cancellò il visto, è diventata un'illegale in Australia per 10 giorni

"Quindi con il mio ex-fidanzato ci siamo impegnati a trovare un modo per rimanere".

"Lui ha trovato uno sponsor come chef. Al tempo era un 457".

"Da lì abbiamo fatto domanda per il 457 con un de facto, quindi io facevo parte del suo visto, e poi abbiamo cominciato i primi due anni sotto il 457", ha spiegato D'Amico.  

Grazie a questo visto la coppia riuscì a rimanere nel South Australia per altri due anni.

"Dopo due anni abbiamo deciso di rinnovarlo di nuovo, solo che, poco dopo, il mio ragazzo ha cominciato a sentire mancanza dell’Italia, ha cominciato a non amare più così tanto la sua permanenza in Australia e ha preso la decisione di tornare in Italia".

"Da quel momento abbiamo cominciato ad avere idee e opinioni diverse, e la decisione è stata che lui tornasse in Italia mentre io avrei cercato un’altra soluzione per me per rimanere qui". 

Nonostante la separazione, il ragazzo di Elisa avevo acconsentito a mantenere il visto 457 attivo finché lei non fosse riuscita a trovare uno sponsor che le permettesse di rimanere autonomamente in Australia.

Ma la situazione cambiò rapidamente e il fidanzato di Elisa decise, per ragioni personali, di cancellare il visto, rendendo effettivamente D'Amico un’immigrata illegale sul suolo australiano.

"Dopo la cancellazione del visto, io, essendo solamente un numero sul suo visto, non potendo prendere decisioni separate dal quello che lui diceva e decideva, sono stata illegale per 10 giorni."

Elisa era nel frattempo riuscita a trovare un ristorante disposto a sponsorizzarla.

"Il ristorante ed io non avevamo tutti i documenti che servivano, e abbiamo dovuto fare domanda molto velocemente", ha raccontato D'Amico. 

"Tra me e i proprietari del ristorante abbiamo dovuto investire oltre 15 mila dollari per fare domanda sapendo che sarebbe stata rifiutata, e quindi fare un primo e un secondo appello fino a un terzo per poter andare a parlare con un ministro".

D'Amico attualmente è in Australia con un Bridging Visa di categoria E che le permette di rimanere nel Paese e di lavorare, ma non ha idea di quando otterrà una risposta. 

"Sono più di due anni che attendo di avere un colloquio con un ministro".

"Non so se qualcuno abbia preso in mano le mie pratiche o meno perché una volta che si fa domanda poi non si sa niente e poi è solamente attesa". 

D'Amico ha affermato che secondo quanto le era stato comunicato, avrebbe dovuto ricevere una risposta entro l'aprile di quest'anno. 

"Il coronavirus ha sicuramente portato dei ritardi in tutto questo ma al momento io non ho assolutamente idea di quando potrò avere un risposta", ha spiegato. 

Ma D'Amico non si arrende. 

"Voglio davvero poter creare il mio futuro qui in Australia e ci voglio provare fino a che non mi dicono di no". 

Ogni tre minuti qualcuno ottiene la residenza permanente in Australia, ma ogni anno vengono respinte più di 40.000 domande. Il documentario in quattro parti "Who Gets to Stay in Australia?" narra le vicende di 13 uomini, donne e famiglie e il momento in cui viene svelato loro se possono trasferirsi in Australia o se devono andarsene. 

"Who Gets to Stay in Australia?" andrà in onda mercoledì 15 luglio alle 20.30 su SBS e On Demand.

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri e gli incontri devono essere limitati a due persone, a meno che non si sia con un membro del proprio nucleo familiare o abitativo.

Se ritenete di aver contratto il virus, invece di recarvi dal medico di persona, chiamatelo telefonicamente, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080. 

Se fate fatica a respirare o vi trovate in un'emergenza, chiamate il numero 000.

SBS è impegnata nell'informare tutte le comunità d'Australia sugli ultimi sviluppi legati al COVID-19. Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo sbs.com.au/coronavirus.

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