La Deutsche Bank si aspetta che il tasso di disoccupazione salga di un punto percentuale in Australia, arrivando al 4.5 per cento entro la fine del 2023, mentre la Reserve Bank (la banca centrale australiana) prevede, per lo stesso periodo, un tasso ben più basso — del 3,4 percento.
Secondo la previsione della Deutsche Bank questo sarebbe un calo di un punto che praticamente vuol dire "recessione".
“È una definizione semplicemente diversa che viene data della crescita economica — dunque se è positiva o meno," ha spiegato il docente di Finanza alla UNSW di Canberra Massimiliano Tani in un'intervista con SBS Italian.
Si parla di recessione tecnica quando il prodotto interno lordo, Pil, fa segnare una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi.
"Sappiamo che crescita negativa vuol dire che il prodotto interno lordo non cresce per sei mesi in un anno — questa è quella che viene chiamata 'recessione tecnica'", ha spiegato Tani.
"Questa banca tedesca ha detto: 'Per me una recessione esiste quando il tasso di disoccupazione che io prevedo per l’anno prossimo sale di più di un punto, e in questo caso l’Australia — secondo le previsioni della banca — raggiungerà un punto, quindi l’Australia crescerà di meno'".
Ma si tratta di semantica, ha dichiarato Tani.
"Lasciamo il compito ad altri di parlare di semantica. Per noi vuol dire che si cresce di meno. [Chiediamoci] per quale motivo; cerchiamo di vedere come invertire la rotta e come cercare di mantenere la nostra crescita e di mettere la luce sui problemi e cercare di risolverli", ha affermato.
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Recessione in vista per l'Australia?
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