Il risultato elettorale non ha restituito una vittoria netta e la scelta del nuovo presidente brasiliano è rimandata al ballottaggio del 30 ottobre.
Bolsonaro ha attaccato il sistema di voto elettronico che ha definito fraudolento, attirando l'attenzione internazionale sulle sue affermazioni.
Il timore è che Bolsonaro non accetti un'eventuale sconfitta, e che il Brasile sperimenti un livello di violenza simile a quello dei disordini a Capitol Hill verificatisi nel gennaio 2021, a Washington.
Alcuni dei suoi sostenitori hanno anche dichiarato che sarebbero scesi in piazza per difendere la democrazia del Paese se il loro leader li avesse chiamati all'azione.
Da parte sua il candidato di sinistra, comunemente noto come Lula, si sta dimostrando altrettanto determinato ad assicurarsi i voti finali.
Lula Da Silva ha affermato di amare fare campagna elettorale per le strade e di essere fiducioso di poter proporre un futuro migliore per il Brasile, soprattutto per quanto riguarda il risanamento dell'economia e del sistema sanitario.
Il voto è obbligatorio per gli oltre 156 milioni di brasiliani aventi diritto.
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