La morte del giovane ha scatenato violente rivolte in tutta la Francia e almeno 180 persone sono state arrestate.
A Nanterre, il sobborgo a nord di Parigi da dove veniva il 17enne, si è svolta una “marcia bianca” guidata dalla madre del ragazzo nella giornata di giovedì, alla quale hanno partecipato più di 6mila persone.
Nel frattempo sono stati mobilitati 40mila agenti fra poliziotti e gendarmi, di cui 5mila a Parigi per la gestione della violenza, e due comuni alle porte della capitale hanno dichiarato il coprifuoco dalle 21 alle 6 del mattino, dal 29 giugno fino a lunedì 3 luglio.
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"Questi ragazzi, figli di immigrati di seconda e terza generazione, vedono che questa è una società molto benestante e da questo benessere loro si sentono esclusi", spiega il corrispondente da Parigi Giampiero Martinotti.

"Quando un organismo statale, in questo caso la polizia, uccide uno di loro", aggiunge, "questo sentimento di essere considerati sempre cittadini di seconda categoria crea delle esplosioni di violenze".
Nel frattempo il presidente Macron, nonostante non abbia giustificato l'agire della polizia, si è riferito alle violenze dei manifestanti come "ingiustificabili contro le istituzioni", e ha convocato un'unità di crisi interministeriale.
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