Nel settore delle consegne a domicilio i diritti dei lavoratori vengono spesso trascurati.
Punti chiave
- DoorDash e la Transport Workers Union (TWU) hanno raggiunto un accordo per fornire maggiori tutele ai rider
- I lavoratori otterranno maggiore trasparenza in merito a come i lavori vengono distribuiti
- I rider potranno unirsi per gestire vertenze nel caso dovessero presentarsi circostanze a loro sfavorevoli
Le condizioni di lavoro dei rider, vale a dire coloro che consegnano colazioni, pranzi e cene a domicilio, sono da qualche tempo al centro dell'attenzione, in quanto il loro stato di contraenti indipendenti non permetteva loro di accedere ai normali diritti garantiti a tutti i lavoratori australiani.
Si tratta di un vero e proprio vuoto legislativo che il sindacato Transport Workers Union e DoorDash hanno cercato di colmare.
Elvio Sinopoli, dottorando alla Flinders University, spiega che al centro di questo accordo c'è sicuramente la necessità di maggiore trasparenza.
"L'accordo prevede per i rider dei diritti sul lavoro, che al momento ancora sono in via di definizione, ma anche una maggiore trasparenza per le modalità in cui si svolge questo lavoro".
"Grazie a questo accordo ci dovrebbe essere maggiore trasparenza su come la app distribuisce i lavori ai rider", afferma Elvio Sinopoli.
Ai rider verrà anche garantito il diritto di unirsi per poter meglio dare voce alle proprie richieste.
"I rider potranno unirsi e formare una voce collettiva, diventando così in grado di poter controbattere a quelle circostanze che considerano essere negative".
Questo accordo include anche la possibilità per i rider di accedere a risorse che permettano loro di manifestare richieste per il riconoscimento dei loro diritti.
"Si tratta di un piccolo passo", afferma Sinopoli, "in quanto questo accordo si applica solamente a DoorDash e non a tutte le aziende del settore".
"La Transport Workers Union però ha segnalato che continuerà a lavorare al fine di concludere accordi di questo tipo anche con gli operatori del settore della gig economy".
Potete riascoltare la nostra intervista a Elvio Sinopoli qui:
Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus.






