Dopo due anni di conflitto, il Sudan vive una vera crisi umanitaria. Emergency opera nel paese per offrire cure medico-chirurgiche alle vittime di questo contesto drammatico.
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La guerra in Sudan è iniziata nel 2023 e da allora non si è mai fermata, rendendo il paese teatro della peggiore crisi umanitaria al mondo.
Le vittime principali sono i civili, in particolare i bambini, e le cifre sono impietose, come raccontato da Matteo D'Alonzo, country director in Sudan per Emergency, l'ONG che offre cure medico-chirurgiche alle vittime di guerre e poverta.
"Le Nazioni Unite ci raccontano di circa 30 milioni di persone in necessità di aiuti umanitari, più circa tra i 10 e i 12 milioni di sfollati", ha dichiarato D'Alonzo.
Non solo numeri però. Nel contrastare queste situazioni di enorme sofferenza è essenziale secondo D'Alonzo guardare oltre alle cifre.
Dietro questi numeri si nascondono storie, persone e volti, quindi non facciamo sì che diventino solo delle statistiche in un futuro libro di storia, ma proviamo davvero a concentrarci affinché qualcosa cambi.Matteo D'Alonzo, country director in Sudan per Emergency
Emergency opera in Sudan da circa 20 anni, è l’unica organizzazione internazionale rimasta sempre operativa a Khartoum e aiuta le vittime della guerra in molteplici aree, come ha spiegato D'Alonzo, che si trova proprio nella capitale sudanese.
"Le nostre attività principali sono il centro di cardiochirurgia e pediatria a Khartoum, un centro pediatrico a Port Sudan e un altro centro a Nala. Il centro Salam Center è nato come un centro di cardiochirurgia per servire assistenza gratuita a tutto il Sudan e non solo".
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