Le Cucine Popolari sono un progetto nato a Bologna dieci anni fa, che fin dal nome aveva un intento molto chiaro, come spiega ai microfoni di SBS Italian Roberto Morgantini, uno dei fondatori.
"Noi ci occupiamo di fragilità, di persone deboli, di persone che abbisognano anche di mettere insieme il pranzo con la cena. E la mensa è quella cosa molte volte fredda, no? Dove la persona entra, guarda quello che c'è nel piatto, mangia, si alza e se ne va e non vede chi ha di fronte", sottolinea Morgantini.
"Abbiamo invece preferito chiamarla Cucina Popolare perché ha del popolare, perché è la mensa che è in casa tua, quella che vivi tu dentro la tua casa, dentro la famiglia, dove c'è una tovaglia, non c'è la plastica, c'è il bicchiere di vetro, il piatto di porcellana, e dove di fatto ti relazioni agli altri, dove ti racconti, dove vivi la quotidianità, dove scambi parole e scambi anche idee, ma scambi anche affetto, sentimenti".
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Il progetto si basa su una fitta rete di volontari e volontarie ("La spina dorsale delle Cucine", per Morgantini), ma anche sul recupero di prodotti scartati e sulle raccolte alimentari.
"Viviamo di solidarietà delle persone, delle aziende, dei grandi magazzini, delle grandi distribuzioni. In sostanza noi abbiamo dei mezzi che raccolgono prodotti definiti brutti ma buoni. Non so, ti cade una scatola, si ammacca, il prodotto interno è integro, però non è più vendibile, no? La recuperiamo", spiega Morgantini.
Senza volontari non andresti da nessuna parte. Sono pensionati, ma non solo (...) ci sono anche giovani, studenti, lavoratori che si mettono a disposizione dalla ricerca del cibo, l'aiuto, al contributo.Roberto Morgantini
Le Cucine Popolari diventano così anche un efficace strumento di lotta allo spreco alimentare, oltre che di assistenza a chi ne ha bisogno.
"Non siamo noi che decidiamo chi entra e chi non entra alle Cucine, ma sono i servizi sociali che conoscono le persone e sono un po' un'antenna dei bisogni esistenti", spiega ancora Morgantini.

Morgantini è diventato uno dei volti pubblici delle Cucine Popolari, e nel 2018 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Commendatore della Repubblica Italiana per il suo prezioso impegno sociale.
Ai nostri microfoni ricorda come riuscì a dare il via all'operazione: "Con la mia compagna abbiamo deciso di sposarci dopo 38 anni di fidanzamento, e abbiamo chiesto agli amici: noi ci sposiamo, non ci fate dei regali personali, ma versate delle quote per le Cucine Popolari. Ebbene, siamo riusciti a mettere insieme qualcosa come 70.000 € e da lì sono partite le Cucine Popolari, cioè coinvolgendo la città".
Le Cucine Popolari sono attualmente quattro, in altrettanti quartieri di Bologna. L’obiettivo è aprirne altre due, una in ogni quartiere.
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